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Caso Ruini, Lega spaccata. Deciderà Menani Ma la scuola boccia l’assessore No Green Pass

Fumata grigia in maggioranza: tutto in mano al sindaco Dal Baggi nuova lettera dei docenti contro i corsi “no vax”

Stefania Piscitello

Alfonso Scibona


Mentre il futuro di Corrado Ruini è ancora in dubbio, continua la rivolta degli insegnanti contro l’assessore all’Istruzione di Sassuolo. Sì, perché dopo un centinaio di docenti tra Volta e liceo Formiggini, ora arrivano anche una ventina di insegnanti del Baggi che condividono una lettera aperta. Gran parte del mondo della scuola alza un muro nei confronti di Ruini dopo la bufera scoppiata in Consiglio in cui l’assessore ha presentato i progetti volti a portare nelle scuole “qualche voce dissenziente” sull’emergenza Covid e sul vaccino. Le parole di Ruini hanno portato ad un vertice di maggioranza lunedì, quando Ruini, dopo la prima parte dell’incontro dedicata ad altre faccende, se n’è andato. Una discussione c’è stata, ma nessuna decisione è stata presa: alcuni esponenti del centrodestra non hanno però approvato il suo comportamento.

Per quanto riguarda le scuole, oggi è il Baggi a intervenire: «Desideriamo condividere il pensiero dei tanti docenti che in questi giorni hanno chiarito che non tutte le opinioni, specie nel campo scientifico e della salute, sono da considerarsi allo stesso livello se non supportate da fatti e dati». Così i professori Angela Gambarelli, Maria Grazia Vandelli, Meris Bonettini, Roberta Bigoni, Maria Aurora Grimaudo, Patrizia Schianchi, Costanza Rinaldi, Olga Morselli, Barbara Sgarzi, Paola Pollini, Pierangela Quartieri, Rita Messora, Sandra Cocconcelli, Rocco Maggi, Maria Cristina Medici, Laura Leonardi, Claudia De Prato, Simone Tazzioli. «Il dubbio e il pensiero critico - concludono i docenti del Bagi - sono valori che tutti gli insegnanti tengono in alta considerazione, da non confondere però con l’accettazione di qualunque idea che non sia stata esaminata e verificata tramite una metodologia rigorosa».

Tornando al vertice di maggioranza di lunedì, la tanto attesa riunione che doveva analizzare il comportamento di Ruini ha avuto momenti di grande agitazione. Oltre all’assenza del diretto interessato, al momento del confronto mancava anche il sindaco Francesco Menani, affaticato dopo l’incidente di un mese e mezzo fa (e nemmeno in collegamento). Terzo punto, anche parte della Lega si è mostrata indirizzata verso un invito al collega amministratore a fare un passo indietro.

Ad essere determinati verso quest’ultima presa di posizione sono stati, in particolare, Massimo Malagoli, Ugo Liberi e Davide Capezzera (Forza Italia), ma anche Giovanni Gasparini (Lega); il primo con toni meno accesi, gli altri tre con insistenza. Alla fine non c’è stata la “bocciatura” che anche in città da più parti era stata richiesta, ma è stata ipotizzata una soluzione meno dura e penalizzante: un rimpasto da realizzare tra qualche mese. Questo porterebbe la “patata bollente” nelle mani del sindaco Menani, che non ha ancora messo il punto alla vicenda e potrebbe decidere prima. Del resto, è troppo vasta la rappresentanza della Lega, sia in giunta che in maggioranza, per andare in questa direzione. Una direzione che potrebbe nuocere all’immagine dello stesso Menani se paragonata alla vicenda di via Legnago (chiusa dall’allora sindaco Claudio Pistoni, senza dietrofront ma poi riaperta con una perdita di consensi notevole).

Per quanto riguarda il primo cittadino, se le condizioni del tempo non saranno proibitive, questa mattina Menani dovrebbe essere in piazza Garibaldi per la cerimonia dell’Immacolata.

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