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Emilia Romagna Oltre 2800 ricorsi dei clienti di attività aperte nel lockdown

MODENA Sono oltre 2800 i ricorsi dei clienti di attività aperte durante il lockdown, in regione.

Il dato emerge dopo il caso di Sassuolo, in cui una decina di clienti della pizzeria “da Giannico” di via Mazzini si sono visti annullare la multa per un problema di competenza istituzionale. L’ingiunzione di pagamento, infatti, è arrivata dalla polizia locale, mentre l’organo competente è la prefettura. «Ho assistito una decina di avventori in questa vicenda che allo stato si è conclusa l’annullamento in autotutela da parte della polizia locale di Sassuolo di questa ordinanza – spiega l’avvocato Andrea Mingotti dello studio Mattioli – La competenza era del prefetto: noi ce ne siamo accorti e lo abbiamo eccepito. Ora, il prefetto ha cinque anni di tempo per riemettere l’ordinanza di ingiunzione: in quel caso faremo nuovamente ricorso. Si tratta di un bel successo».


Tra i 2800 ricorsi, ci sono multe relative non soltanto a pranzi o cene nei ristorante aperti, ma le sanzioni si riferiscono anche a ingressi in palestre, ad esempio.

«Si tratta di esercizi commerciali ad ampio spettro – conferma Mingotti – c’era chi andava in palestra, chi al ristorante e chi presso altri enti che hanno continuato a lavorare per necessità economica. Perché, ci dicevano, “abbiamo necessità di percepire qualche soldo, altrimenti qui si chiude”. Abbiamo fatto una battaglia per i diritti dei cittadini, non tanto per le restrizioni, ma per le modalità con cui sono state applicate. Sono molto felice di questo successo passato dall’udienza, ma anche dell’atteggiamento collaborativo da parte delle istituzioni pubbliche».

Anche Stefano Agnesini, presidente della Confederazione imprese unite per l’Italia, esprime soddisfazione per il risultato di annullamento delle sanzioni.

Serena Arbizzi