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Serramazzoni. «Dimessa da vice sindaco per motivi personali nessuno screzio col sindaco»

Sabina Fornari spiega i motivi del suo clamoroso addio all’amministrazione «Problemi famigliari non mi lasciavano più il tempo necessario al ruolo»

Daniele Montanari

Serramazzoni. «Motivi famigliari, non c’era nessun problema in giunta». Così l’ormai ex vicesindaco di Serra Sabina Fornari spiega la clamorosa decisione di presentare lunedì mattina le dimissioni sia dalla carica che da consigliera comunale, lasciando completamente la scena istituzionale dopo che nel 2018, con le sue 331 preferenze, fu un elemento chiave per l’elezione a sindaco di Claudio Bartolacelli. Che ora si trova di fronte alla quarta uscita di scena in maggioranza nel giro di un anno.



Fornari, allora com’è maturata la decisione?

«Ho un problema famigliare che richiede un’assistenza maggiore di quella prevista. Ho capito che non avevo più il tempo per dedicarmi alla vita amministrativa come prima, e ho preso la decisione di dimettermi. Non nascondo che si è trattato di una decisione molto sofferta, e che mi fa tuttora stare male. Ma non avevo alternative: non sono la persona che resta lì per lo stipendio quando capisce che non riesce più a lavorare come prima. Non resto a scaldare una poltrona, perché non sono mai stata attaccata alle poltrone: per questo mi sono dimessa anche dalla carica di consigliera, perché so bene che anche l’attività in Consiglio, se fatta seriamente, richiede tempo, impegno e studio. Cose che adesso non posso garantire. E quando faccio una cosa, io la faccio in maniera seria».

Non ci sono stati screzi col sindaco?

«Assolutamente no, lui voleva che rimanessi. Quando l’ho informato della situazione, lui mi ha detto: “Non ti preoccupare, resta lo stesso anche se non hai più il tempo di prima, perché vedrai che sarà una cosa passeggera”. Purtroppo non ho la certezza che lo sia, ed ho fatto la mia scelta: spero che la gente capisca. Ringrazio ancora tutti i cittadini che hanno creduto in me, e tutte le persone con cui ho lavorato».

Il suo progetto chiave erano le nuove scuole: non teme adesso uno stallo, visto che i lavori sono appena avviati?

«Tutta la parte burocratica e progettuale di preparazione è stata fatta, i fondi sono vincolati all’opera e i lavori stanno procedendo: non c’è motivo per temere un rallentamento. Sono sicura che il cantiere andrà avanti senza problemi: l’unità di progetto che ha lavorato con me è all’altezza del compito. Ovvio che mi dispiace, e molto, non poter più seguire l’opera. Ma la gioia di aver fatto partire tutto non me la porterà mai via nessuno».

Con la sua sono quattro uscite di scena in maggioranza in un anno: non ci sono dei problemi?

«Quando siamo arrivati in amministrazione sapevamo bene che sarebbe stato un mandato molto difficile per l’eredità che ci aveva lasciato l’amministrazione venuta prima di noi. Ne abbiamo passate tante in questi anni: se mi spaventassero le difficoltà, avrei lasciato prima».

Sarà complicato scegliere il nuovo vicesindaco?

«Ci sono tante persone valide all’interno della maggioranza che possono benissimo sostituirmi, non credo che il sindaco si troverà in difficoltà».

Ma il suo è un addio alla politica?

«Adesso ho altri pensieri rispetto alla politica, non mi sono posta il problema di cosa farò domani».

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