Carpi. Il dolore di famigliari e amici: «Vogliamo giustizia per Vittorino»

Le figlie dell’84enne travolto in via Cavata: «Era molto prudente quando camminava a piedi»  

CARPI «Chiediamo che venga fatta chiarezza sulla tragedia di via Cavata. Vittorino percorreva anche più chilometri al giorno. Amava camminare ed era sempre molto corretto, in tutti i suoi comportamenti».

Sono rimasti increduli e sgomenti di fronte alla notizia che la vittima dell’incidente delle 12.45 di martedì, in via Cavata, è Vittorino Bigi. Lui, 84 anni, grande appassionato di camminate nelle vicinanze di casa, in zona Due Ponti. Martedì, come gli altri giorni, era infatti uscito per ritagliarsi un po’ di tempo all’aria aperta.


Ieri mattina, le figlie di Vittorino si sono recate sul luogo dell’incidente per capire la dinamica della tragedia: «Come hanno fatto a non vedere nostro padre? Lui conosceva molto bene quella strada e quel percorso», hanno riflettuto osservando il lungo rettilineo ed evidenziando come l’uomo avesse preso tutte le precauzioni utili che si consigliano a chi esce per fare un po’ di movimento su tratti di strada trafficata. L’anziano camminava, infatti, sul ciglio della strada in direzione opposta rispetto al senso di marcia delle auto. Si era messo, quindi, in condizioni di visibilità.



La dinamica dello schianto è al vaglio degli agenti della Polizia locale delle Terre d’Argine. Sul posto sono intervenuti anche l’ambulanza e l’elicottero di Bologna, ripartito vuoto. Bigi è stato infatti caricato in ambulanza per essere portato d’urgenza al Ramazzini, ma è deceduto durante il viaggio.

Sul caso, come di prassi, è stata aperta un’inchiesta per omicidio stradale. Fondamentali saranno i rilievi della Polizia locale per capire se il 45enne alla guida della Toyota station wagon, ascoltato dagli agenti, abbia qualche responsabilità. Non ci sono invece altre testimonianze utili ad agevolare l’opera di approfondimento.

«Ho conosciuto Vittorino nel gruppo colombofili di Carpi, di cui sono stati presidente per nove anni – ricorda l’amico Raffaello Bartolucci – È sempre stato disponibile verso gli altri. Quando c’era bisogno, si metteva anche a pulire le ceste. Era una bravissima persona, molto riservata. Speriamo si possa ricostruire quanto effettivamente accaduto, visto che, come sembra, non ci sono testimoni. Vittorino veniva sempre in bicicletta al gruppo colombofilo. Si teneva in forma».

Il presidente del gruppo colombofilo delle Terre d’Argine, Luigi Busoli, ricorda come “Vittorino sia stato nostro socio per anni. Era una persona profondamente corretta, rispettava scrupolosamente le regole anche quando si muoveva a piedi o in bicicletta”.

S.A.

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