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Formigine, ricatto sessuale: «Paga o racconto tutto»

Operaio taglieggiato dall’amante che minacciava di svelare il loro rapporto alla sua famiglia: «Mi seguiva anche al lavoro»

FORMIGINE. Un rapporto passionale che presto si è trasformato in un presunto ricatto sessuale a cui la vittima ha tentato di opporsi, stremata. Ma il tentativo e la richiesta di aiuto non è bastato per rovinare i rapporti in famiglia, devastati da quella relazione extraconiugale nata su internet. Perché è tramite una applicazione di incontri che un marito conosce l’amante: si tratta di un ragazzo marocchino che ha un appartamento a Sassuolo. In pochi giorni il fuoco della passione è incontenibile, i due si incontrano, messaggiano assiduamente, si cercano.

Ma la passione nasconde un ricatto che l’uomo svelerà pochi mesi dopo, chiedendo l’intervento dei carabinieri di Formigine nel tentativo di riprendersi la sua vita e smettere di essere vittima delle opprimenti richieste del giovane straniero. Lo ha raccontato lui stesso nel corso del processo che vede imputato l’amante, accusato di estorsione. Lo ha fatto con un certo imbarazzo davanti al giudice Chiara Mutti, entrando nei particolari di quel rapporto diventato malato dopo un inizio travolgente.


«Abbiamo avuto alcuni rapporti sessuali – ha ammesso – che pagavo 50 euro. Direi 7-8 occasioni tra la mia abitazione e la sua a San Michele dei Mucchietti. Ma dopo un po’ è diventato particolarmente insistente. Voleva sempre soldi anche quando non c’erano rapporti, mi diceva che ne aveva bisogno e l’ho accontentato».

Ma dall’elargizione volontaria si è presto arrivati ad una presunta e sistematica ricerca di denaro attraverso un comportamento minaccioso e ossessivo. «Quando ha intuito che non avrei più assecondato le sue richieste economiche è arrivato persino a minacciarmi di svelare tutto a mia moglie e alle mie figlie. Era deciso nel confermare le sue richieste e per un certo periodo ho pensato di accettarle: gli ho dato ancora soldi ma solo per comprare il suo silenzio». Si parla di cifre che vanno dai 100 ai 250 euro per arrivare ad un totale di circa 3mila euro.

La situazione però arriva ad un punto di svolta quando l’escort alza ulteriormente l’asticella e si fa vedere sia nei pressi dell’azienda dove l’uomo lavora sia a ridosso della sua casa di Formigine. «Quando me lo sono trovato accanto ho ancora rischiato di aggredirlo fisicamente perché ormai mi aveva esasperato».

Ed ecco che arriva la decisione: chiedere aiuto ai carabinieri e prepararsi a svelare il segreto anche a costo di pagarne le conseguenze dal punto di vista familiare. Con i militari provano anche ad organizzare un piano per bloccare in flagranza il magrebino durante l’estorsione: vengono fotocopiate le banconote da consegnare, organizzano un incontro in una piazza ma l’uomo si defila subito e fugge senza farsi fermare. Non gli basterà però per evitare il processo.

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