Contenuto riservato agli abbonati

Carpi. Bingo e sala slot, scacco matto Più aperture grazie al Covid

Le società vincono il ricorso: i dati usati dal Comune sulla ludopatia sono vecchi Annullate le restrizioni orarie perché potrebbero riguardare solo poche persone 

Le limitazioni orarie introdotte dal Comune per sala giochi e Bingo sono illegittime. Lo ha stabilito una sentenza del Tar di Bologna che ha annullato l’ordinanza attraverso cui il sindaco Bellelli imponeva gli orari da rispettare (dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22, sia feriali sia festivi) nel tenere accese le “macchinette”. Ai giudici amministrativi si erano rivolte due società – Easy Bet e Allstars – che gestiscono rispettivamente il bingo di via Dell’Industria e la sala Vlt di via Nicolò Biondo.

Assistiti dall’avvocato Cino Benelli, i ricorrenti avevano impugnato il provvedimento di agosto 2020, tuttora in vigore. E il tribunale ha sentenziato che hanno ragione “per difetto di istruttoria, non avendo l’amministrazione comunale provveduto alla necessaria attualizzazione dell’istruttoria procedimentale in seguito ad un fatto del tutto eccezionale come la pandemia da Covid 19”.


Ma cosa c’entra la pandemia con la restrizione oraria, adottata per contrastare il gioco d’azzardo patologico e “contribuire, per quanto possibile, alla tutela della salute pubblica e del benessere individuale e collettivo nel proprio territorio, da promuovere e preservare anche attraverso interventi di prevenzione rivolti ai soggetti deboli e a rischio”? Proprio il coronavirus è entrato nella valutazione dei giudici che hanno evidenziato un mancato approfondimento sulle ricadute causate proprio dal virus e dal lockdown. Le due società, infatti, hanno lamentato che i dati utilizzati dal Comune, forniti dal Sert di Modena e dall’Ausl, sono tutti anteriori alla dichiarazione dello stato di emergenza del 31 gennaio 2020. E il lockdown potrebbe avere significativamente modificato le abitudini dei giocatori patologici. «Se è vero che la diffusione della ludopatia in ampie fasce della società civile costituisce ormai un fatto notorio – scrivono i giudici – non può infatti ragionevolmente escludersi come la grave pandemia in atto possa aver avuto effetti sulla diffusione nel territorio locale della ludopatia e sulla domanda ludica, orientatasi gioco forza verso il gioco “on line” per effetto della chiusura delle sale da gioco effettuata (con vari provvedimenti governativi emergenziali) dal 9 marzo 2020 al 18 giugno 2020 e poi 2 marzo 2021 sino al 14 giugno 2021, la quale ha al contempo determinato forti perdite per gli operatori economici dello specifico comparto».

Semplificando: i dati utilizzati dal Comune sono vecchi e forse non più attendibili visto che molti giocatori potrebbero aver ripiegato sull’online; e visto che ci sono state anche evidenti perdite economiche per le società gestrici allora l’ordinanza del sindaco non è più attuale. Il Tar lo ha quindi sospesa in attesa di un’eventuale riesame oppure a fronte di dati più aggiornati visto che gli ultimi risalgono al 2018.

F.D.

© RIPRODUZIONE RISERVATA