Formigine. Lo salvarano in piscina «Sono stati i miei angeli»

A inizio mese Daniele Barbieri era stato colto da malore mentre stava nuotando Decisivo l’intervento di Germana, Laura ed Emanuele: «Una grande squadra»

Stefania Piscitello

Formigine. È tornato lì, dove una ventina di giorni fa, colto da un malore stava per perdere la vita. È tornato a trovare chi quel giorno, facendo squadra e unendo le forze, è stato fondamentale per regalargli una seconda possibilità. Era appena iniziato dicembre quando il signor Daniele Barbieri, utente della piscina di Formigine gestita dalla società Nuova Sportiva, era nell’impianto. All’improvviso, subito dopo essere entrato in acqua per fare una nuotata, un malore. Ed ecco che si è attivata la catena dei soccorsi, una catena che si può definire casuale ma che è risultata vincente: una squadra che Barbieri è tornato a salutare ieri, in un incontro che più che commosso si è tenuto in un clima di festa. Quel giorno, subito dopo il malore, il bagnino si era accorto che qualcosa non andava.


A raccontare l’episodio a poche ore dall’accaduto era stato Emanuele Gnoli, direttore dell’impianto: «L’assistente bagnante lo ha subito recuperato e trascinato fuori e ci siamo accorti che non era cosciente». Sul posto, incredibile ma vero, oltre al personale della piscina formato per le emergenze, c’erano Germana Romani, volontaria Avap, e Laura Mella, infermiera dell’ospedale di Baggiovara: entrambe si trovavano lì in qualità di utenti.

Insomma, una squadra puramente casuale: «Mi hanno raccontato quello che è successo – dice Daniele Barbieri, il signore colto da malore – perché comunque io in quel momento ero “assente”. È andata bene, ci mancava solo la presenza di un cardiologo». Barbieri scherza, anche perché adesso fortunatamente si può parlare di un epilogo positivo.

Come sta? «Benone», risponde con entusiasmo. In quei concitati momenti, mentre gli operatori della piscina provvedevano ad asciugare Barbieri, Germana Romani e Laura Mella hanno iniziato a praticargli il massaggio cardiaco. Dopodiché è intervenuto il direttore dell’impianto Emanuele Gnoli col defibrillatore. E dopo qualche scarica Barbieri ha ripreso conoscenza; subito dopo è stato trasportato in ospedale dai mezzi di soccorso che erano nel frattempo stati attivati. L’azione coordinata tra i presenti ha permesso di intervenire nei primissimi minuti dopo il malore, quelli che spesso possono essere fondamentali. Dopo lo spavento, l’apprensione. Ma poi, il signor Barbieri, appena ha potuto si è subito messo in contatto con chi lo aveva salvato. E quando ha avuto l’occasione, è voluto tornare in piscina a incontrare il direttore dell’impianto Emanuele Gnoli, gli operatori Lisa Forlani, Isabella Menabue, Riccardo Mantovani e Fabiana Signorini, la volontaria Avap Germana Romani e l’infermiera di Baggiovara Laura Mella.

«Volevo scusarmi per il disagio che ho causato quel giorno, perché comunque ho stravolto la loro attività e ho interrotto magari l’oretta di nuoto di altri utenti della piscina», racconta con estrema gentilezza ed eleganza Barbieri, che ieri mattina ha offerto un rinfresco. «Abbiamo parlato, ed è stata anche l’occasione per scambiarci gli auguri di Natale. Sarà certamente un Natale particolare questo».

Se tornerà a nuotare? «Appena mi daranno il via sicuramente. Ci sarà chi farà gli scongiuri quando entrerò in acqua – conclude sorridendo – ma vedrò di non farmi riconoscere».

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