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Con i dadi dalla stazione a Piazza Grande ecco il “Gioco dell’Oca” di Modena

Ci sono il Drake, Pavarotti e la famiglia Pavironica Si “viaggia” su un tortellino Tutto il tabellone disegnato dall’artista Sandra Malagoli

MODENA. Novanta “passi” dalla stazione a piazza Grande. Non è il percorso di un atleta con i trampoli, ma la sfida lanciata da Sandra Malagoli. L’artista modenese presenta infatti “Il gioco dell’oca di Modena”.

Le novanta caselle, le sei pedine e le raffigurazioni sul tabellone portano la firma di Malagoli: ci sono il Drake, Pavarotti e Mirella Freni, la famiglia Pavironica e tutte le eccellenze modenesi, comprese le pedine a forma di tortellino.


«Il buon gioco per me è importantissimo – sottolinea l’artista – perché consente di riscoprire i valori della famiglia, degli amici e della compagnia. È un “antidoto” ai cellulari e ai computer. Permettere di provare il gusto di stare in casa, di scherzare e di riconoscere i luoghi che non viviamo più come prima. Aiuta a stare in salute e a ritornare ai valori umani, anche al cartaceo come una volta». Malagoli riserva un’attenzione particolare ai giovani di ieri. «Con il ricavato delle copie intendo creare un gioco più grande – anticipa l’artista – che donerò alle strutture per anziani. Vorrei che si divertissero». D’altronde, il divertimento non conosce né età né confini. «Gli anziani vivono purtroppo di ricordi – ribadisce Malagoli – Chi ha i parenti è molto fortunato. Poter giocare a un gioco così permette di ricordare il passato, di riscoprire luoghi cittadini come le piazze Matteotti e Mazzini. Consente di ricordare dove hanno mangiato, dove hanno fatto la spesa».

Come nel gioco tradizionale, non mancano le accelerazioni, le decelerazioni e gli spot a cui si sottopongono le pedine con i dadi. Per esempio, può capitare di restare fermi per un bicchiere di lambrusco di troppo o per aver perso il biglietto della corriera. Ogni casella è una piccola opera. Malagoli ne descrive alcune, tra cui l’Albinelli, la fiera di San Geminiano e il Braglia. Le iniziali dell’artista ritornano nel marchio del gioco: Siamo Modenesi. Il debutto soddisfa la creatrice.

«I primi cento giochi prodotti sono già andati via – riconosce Malagoli – e ciò mi ha permesso di pagare la produzione. Ho già richieste per altri trecento, che sono tutti da preparare». Tanti i commenti di cui va fiera l’artista. «Penso sia un’ottima idea far conoscere Modena anche ai nostri piccoli – un testo di cui è grata – con i giochi imparano più che da qualsiasi altro libro».