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Modena. Il regalo di Nek a medici e infermieri, concerto al Policlinico: «Ho mantenuto la promessa»

Aveva subito un’operazione molto delicata ed era stato ricoverato a causa di una grave lesione alla mano. Era stata curato dai professionisti modenesi e a loro ha voluto dire grazie a modo suo, con un concerto “privato” che si è tenuto nei giorni scorsi nell’aula della facoltà di Medicina del Policlinico.

MODENA In quell’ospedale Nek aveva sofferto. Aveva subito un’operazione molto delicata ed era stato ricoverato a causa di una grave lesione alla mano. Era stata curato dai professionisti modenesi e a loro ha voluto dire grazie a modo suo, con un concerto “privato” che si è tenuto nei giorni scorsi nell’aula della facoltà di Medicina del Policlinico.

Hanno presenziato medici, infermieri, operatori socio-sanitari e altri dipendenti dell’Azienda ospedaliero universitaria che si sono potuti gustare il repertorio del cantante sassolese.


«Troviamo la forza di ricominciare!», ha detto Nek rivolgendosi ai dipendenti e ai pazienti ricoverati.

«Desidero fare una dedica a tutti quelli che attraversano un brutto momento – ha detto ancora il cantante sassolese – Sappiamo quanto sia importante la salute. Il dolore, infatti, ci fa capire quali sono le cose più importanti della vita: il supporto degli altri, l’empatia del personale sanitario. Per questo motivo auguro a tutti di trovare la forza per ricominciare».

La stessa forza che lui è stato capace di trovare nei lunghi mesi della riabilitazione dopo l’incidente alla mano subito nel novembre 2020. Una gravissima ferita che Nek si è procurato nella sua casa di campagna vicino a Sassuolo. Una delle sue passioni è lavorare la terra e mentre stava usando la motosega circolare si è ferito gravemente. Il trauma è stato profondo con l’anulare semiamputato. In quei drammatici momenti Nek è salito in macchina e dalla vettura ha avvertito la moglie che si stava recando al pronto soccorso di Sassuolo. Qui i sanitari gli hanno prestato le prime cure, poi lo hanno affidato agli specialisti del Policlinico, quelli del reparto di Chirurgia della mano. È stato sottoposto a un intervento lunghissimo e complesso, tanto che i medici non avevano escluso la possibilità che perdesse due dita. Così non è stato e da quel momento ha iniziato un lunghissimo periodo di fisioterapia. Un’esperienza che ha anche insegnato tanto a Nek, che in quei mesi sottolineava: «L’incidente mi ha fatto valorizzare ogni singolo giorno, mi accorgo che prima non era così. Il dolore ti fa rendere conto di quali siano davvero le priorità. Se non avessi avuto la mia famiglia accanto sarei caduto in una forte depressione. In ospedale ho pianto un paio di volte: non mi succedeva da tanto tempo. Ma quando ero lì ho visto tante persone che stavano peggio e mi sono reso conto esiste un’altra dimensione».

Ora ha ripagato con il suo talento la premura con cui i sanitari lo hanno curato.