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Da Modena a Carpi: tampone dopo 5 giorni di febbre e l’appuntamento a mezzanotte

MODENA E CARPI. La situazione imbarazzante che si è venuta a creare ieri non è comunque la sola di questi giorni.

Due gli episodi, tra i tanti che ci sono stati segnalati dagli stessi sfortunati protagonisti, meritano attenzione per capire quanto la situazione sia sfuggita di mano.


Una ragazza ci ha scritto spiegandoci il suo caso: «Ho febbre dal 23 dicembre al pomeriggio, sono riuscita a contattare il mio medico soltanto il 24 mattina e dopo qualche ora, avvenuta la segnalazione all’Ausl, mi è arrivato l’appuntamento: tampone molecolare il 28 dicembre. Il 28 dicembre? Cinque giorni dopo? Con febbre conclamata? Cinque giorni sono inaccettabili, sia in un periodo normale perché si lascia una famiglia, e non solo, in un limbo ingestibile, sia in periodo di festa, dove gli eventuali contatti potrebbero essere ben di più. Mi spiace per chi si trova a lavorare in questi giorni di festa, so che lo fanno per noi, ma tante categorie lavorano in questi giorni e non può essere un problema legato alle festività. Non ci credo. È un problema di sottovalutazione della situazione: la stessa Ausl sapeva dell’aumento dei contagi e sapeva che il 25 dicembre sarebbe stato Natale, anche quest’anno...».

C’è anche a chi è capitato di vedersi prescrivere un tampone alla mezzanotte del 24 dicembre, una sorta di vigilia di Natale al drive through: «Possibile a quest’ora? Sarà un errore. E se poi lo salto cosa succede? Non posso andare a controllare perché sono in quarantena dunque mi attacco al telefono. Escludendo il principale referente – Ausl di Modena che in piena quarta ondata pandemica riapre lunedì 27 dicembre - chiamiamo nell’ordine: il medico di base, il pediatra di nostra figlia, la guardia medica e il centralino del pronto soccorso. Tutti sorpresi quanto noi. Epilogo: il tampone era la mattina, la convocazione è arrivata il pomeriggio...

Ma il brutto deve ancora venire. Attenendoci scrupolosamente alle linee guida, a seguito di un contatto a scuola con un positivo avuto da mia figlia – di 6 anni – il 20 dicembre mi metto il cuore in pace e dopo 1h30 di attesa esegue il tampone al drive-trough di Carpi. Il giorno successivo arriva l’esito: target rilevato. A questo punto – sempre scrupolosamente – ci isoliamo tutti in casa. Prima cosa da fare auto-segnalarci, ma senza codice (che avremmo dovuto ricevere via sms) questo passaggio per il tracciamento dei contatti stretti è impossibile. Il giorno successivo chiamiamo l’Ausl di Modena. Dopo circa 1h35 di attesa riusciamo a parlare con un operatore che controlla sul terminale.

Dopo averlo sentito bisbigliare “un attimo che sto riavviando il gestionale” ci comunica che quell’sms era bloccato. Benissimo. Meno male che abbiamo chiamato allora. Sbloccata la procedura – sempre scrupolosamente – finalmente ci auto-segnaliamo.

Cosa ci fa così tanto arrabbiare è presto detto. Mia figlia – se noi avessimo deciso di non farle fare il tampone - avrebbe avuto una seconda possibilità. Cito testualmente dalla Circolare Ministeriale 0050079 -03/11/2021: “in assenza di tampone negativo effettuato nei tempi previsti, la quarantena deve essere prolungata fino al 14esimo giorno dall’ultima esposizione al caso”. Nostra figlia in questo caso dal giorno 24 sarebbe potuta andare tranquillamente in giro – completamente asintomatica – ma positiva al covid, e nessuno se ne sarebbe accorto».