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«Classi pollaio a Carpi: i ragazzi hanno ragione»

L’assessora Guerzoni anticipa l’arrivo di una nuova palazzina vicino alle superiori: «Intanto, cerchiamo altri spazi sicuri»

Paola Ducci

Come ogni fine anno, l’Unione delle Terre d’Argine mette a disposizione i dati più importanti relativi ai servizi scolastici ed educativi offerti sul territorio.


«I dati – specifica l’assessora alle Politiche educative e scolastiche dell’Unione Paola Guerzoni – fanno parte di quel sistema di monitoraggio che da anni ci stiamo impegnando a fare. Ci servono per presidiare costantemente la situazione dei nostri Comuni anche per quanto riguarda la lotta all’abbandono e alla dispersione scolastica che purtroppo, com’è noto, la situazione pandemica ha aggravato anche sul nostro territorio».

Assessora Guerzoni, dai dati emersi cos’è importante mettere in evidenza?

«Un dato significativo per tutti gli ordini e gradi di scuola è lo sforzo che si sta facendo per limitare il numero medio di alunni per classe rispetto ai massimi di legge, soprattutto per le primarie. Numero medio che ormai è appena sopra i 20 alunni per classe, ma complessivamente anche per le secondarie di primo e secondo grado (di poco sopra i 23), benché, soprattutto in alcune scuole superiori di Carpi, rimangano ancora situazioni da migliorare. Le dirigenze delle superiori del resto devono gestire un aumento anche notevole di iscritti. Intanto, una delle sfide più grandi che il Patto per la scuola deve affrontare è la ricerca e l’applicazione di una didattica sempre più inclusiva (‘in presenza’), mantenendo un’offerta scolastica primaria e secondaria equilibrata territorialmente, in grado di rispondere con efficacia ai flussi demografici, ma ora anche agli effetti dell’emergenza sanitaria, contrastando i rischi di isolamento, demotivazione, dispersione scolastica e “ritiro sociale” che hanno interessato diversi alunni e alunne soprattutto delle scuole secondarie».

Gli studenti di Carpi però sono scesi in piazza lamentando ancora troppo pochi investimenti sulla scuola, con aule troppo piccole e affollate, impianti obsoleti e abolizione delle attività di laboratorio per ragioni di distanziamento.

«I ragazzi hanno ragione. Chiaramente gli investimenti in questo campo sono a carico della Provincia che sta mettendo in campo risorse. A breve a Carpi dovrebbero partire i lavori per la costruzione di una nuova palazzina nell’area verde limitrofa alle scuole superiori, utilizzata dagli istituti che ne avranno bisogno. Purtroppo, non potrà essere pronta già a settembre. Nel frattempo, l’amministrazione si sta adoperando per reperire spazi idonei e sicuri: questo non è facile».

A proposito di sicurezza, con il Covid si è accentuato il fenomeno delle “scuole parentali”, che sembra vengano scelte principalmente da genitori No - Vax. Il fenomeno che riguarda anche le Terre d’argine?

«Si, sono presenti anche sul nostro territorio anche se non in modo diffuso. A gennaio, una volta chiuse le iscrizioni nei primi anni dei vari gradi, potremo avere un numero complessivo anche su queste e sugli alunni che le frequenteranno. Le scuole parentali sono legali, certo è che non possono esimersi dal rispetto di tutte le regole sanitarie imposte. È importante che le autorità competenti effettuino i doverosi controlli».

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