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Carpi.Ciclisti morti negli incidenti stradali Tre biciclette bianche per onorarli

Un gruppo di cittadini ha posizionato le “ghost bike” nelle vie Alghisi, Dell’Industria e Guastalla

CARPI. Tre “ghost bikes”, letteralmente biciclette fantasma, per onorare altrettanti ciclisti che hanno perso la vita a causa di incidenti stradali mentre si trovavano in sella alla due ruote.

Questa l’iniziativa realizzata da un gruppo di appassionati della bicicletta che si rifà a un’usanza molto in voga negli Stati Uniti: quella delle “ghost bikes”, appunto.


Una bicicletta viene tutta dipinta di bianco e chiusa a chiave vicino al luogo dell’incidente, accompagnata da un piccolo messaggio. «Lo scopo di questo gesto – dicono gli organizzatori dell’iniziativa – è quello di ricordare la tragedia avvenuto in quel punto e di ribadire il diritto dei ciclisti di transitare in sicurezza».

Venendo al dettaglio carpigiano dell’iniziativa: a seguito di tre incidenti mortali che si sono verificati sulle strade della città in cui sono morti ciclisti, le “ghost bikes” sono state posizionate in via Alghisi, via Dell’Industria e via Guastalla. Nella prima ha perso la vita Valentina Naconecinic. Aveva 73 anni, era di origine moldava, e abitava poco distante da lì. La donna era stata travolta da una Cinquecento che procedeva nella sua stessa direzione. Ricoverata d’urgenza a Baggiovara, non si è mai ripresa dalle gravi ferite. Valentina aveva fatto la badante di un anziano per una decina d’anni, poi era rimasta a vivere in città, mentre il figlio abita in Moldavia.

«In via Alghisi, nel tratto dell’incidente, la via è popolata da proprietà privata – rivelano gli organizzatori dell’iniziativa – Non sapendo dove legare la due ruote, abbiamo affisso un cartello che riassuma ugualmente lo spirito del gesto».

Andando in ordine cronologico, il secondo incidente ricordate dalle “biciclette bianche” è quello in cui ha perso la vita Marco Pecchini. Aveva 59 anni e si trovava sulla corsia est di via Dell’Industria, nei pressi del centro commerciale “Il Borgogioioso”. Non è servito il casco che indossava da grande appassionato di ciclismo quale era, a salvargli la vita. Le ferite che ha riportato sono state così gravi che è deceduto poco dopo il soccorso da parte del personale sanitario arrivato sul luogo dell’incidente. A travolgere il ciclista è stata un’anziana che ha ottenuto il patteggiamento al termine del procedimento giudiziario seguito allo schianto mortale.

L’ultimo ciclista travolto e ucciso in ordine di tempo è stato il 44enne Sayed Jashim Uddin. Sayed avrebbe compiuto 45 anni il prossimo 9 dicembre: stava arrivando in sella alla sua bicicletta dall’ex Italcarni, ora Opas, dove lavorava come facchino per conto della cooperativa Cfp, una delle realtà che prestano servizio nel grande macello di carne suina. Una professione che svolgeva da circa due mesi e per la quale si era trasferito a Carpi. Il ciclista percorreva il lungo rettilineo di via Guastalla: una volta arrivato all’altezza della rotatoria, all’incrocio con via Dell’Industria, è stato schiacciato da un camion, rintracciato in seguito.

Qui, oltre alla “ghost bike” è stato apposto anche un cartello con un messaggio eloquente: “Anche chi non ha l’auto deve poter tornare a casa la sera”.

Serena Arbizzi

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