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Carpi. Covid, muore in casa a 47 anni «Gabriele era senza vaccino»

Il dolore e l’appello degli amici di Malavasi, ex titolare del bar Stadio con la famiglia «Siamo sconvolti. Una persona straordinaria. Esortiamo tutti a immunizzarsi»

CARPI Aveva sfidato curve ostiche in bicicletta, salito pendii montani e coltivato amicizie indelebili, anche dietro al bancone del bar Stadio, proprio di fronte all’impianto sportivo a pochi passi dal centro, che ha gestito per oltre una decina d’anni insieme al padre. Ma per tutti Gabriele Malavasi era un esempio di gentilezza, che ha vissuto una vita per lo sport con il sorriso sulle labbra, e per il suo lavoro di agente della ditta di caffè Cagliari.

Gli amici e i famigliari hanno dovuto tuttavia affrontare la grave perdita della scomparsa di Gabriele, a soli 47 anni, a causa del Covid. Malavasi aveva contratto il Coronavirus poco prima di Natale: malattia che lo ha fulminato il 27 dicembre, mentre era nel letto di casa, dopo appena una settimana, gettando in un profondo dolore i genitori, che abitano a Villanova di Modena, e l’adorata figlia diciottenne.


«Siamo sconvolti, non posso ancora credere di averlo perso – dice, profondamente scosso dal lutto, l’amico fraterno di Gabriele, Davide Serafini, detto “Stecca” – Aveva una bontà e una sensibilità davvero uniche. È una delle persone più belle che abbia mai conosciuto. Mi aveva detto che si era ammalato di Covid. Non avrei mai pensato di perderlo in così pochi giorni, ma non si era vaccinato e la situazione è precipitata in poco tempo. Parliamo di uno sportivo che andava in bici e si teneva in forma. Mi hanno detto che aveva febbre alta, ma che stava bene ed era monitorato. Siamo tutti sconvolti perché era un ragazzo senza vizi, ma non era vaccinato. Per questo penso sia doveroso fare una riflessione: io son per la libertà di scelta, ma esorto tutti a non sottovalutare questa malattia e sollecito tutti a vaccinarsi».

Malavasi era molto conosciuto anche tra le società sportive di calcio (era ex massaggiatore al Campagnola), oltre che nel settore della ristorazione e tra i baristi carpigiani, che hanno avuto modo di apprezzarne la professionalità e il fare affabile.

«Non riusciamo a crederci, siamo sconvolti – dice un ristoratore carpigiano – Lo avevamo sentito poco tempo fa e grazie al suo modo di fare speciale, incontrarlo era sempre una festa».

Particolarmente colpiti anche i volontari dell’associazione Funima, di cui Malavasi faceva parte.

«La nostra associazione si occupa della raccolta fondi per i bambini sudamericani – racconta il referente Paolo Golinelli – Gabriele era sempre molto attivo. Siamo rimasti senza parole quando abbiamo saputo che se n’è andato all’improvviso. Era in prima linea con l’associazione, per cui si dava molto da fare. Sapevamo che era sotto controllo, che era a casa ammalato, che non aveva nessun sintomo. Poi, tutto a un tratto, la situazione è precipitata. Non abbiamo fatto nemmeno in tempo a parlarci un’ultima volta».

Enrico L. Tidona

Serena Arbizzi

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