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Modena. Cronaca dall'esilio da Covid: dalle 399 chiamate all’Ausl all’attesa per il tampone 

Migliaia di persone saranno costrette in casa anche questa notte dove una videochiamata diventa un piccolo momento di festa

il racconto

Ernesto bossÙ


Charles Lamb, uno dei drammaturghi inglesi più celebri del 19esimo secolo, riteneva che il capodanno fosse una sorta di compleanno per tutti gli esseri umani. Ma in epoca Covid sono tanti quelli che non lo potranno festeggiare in compagnia, o perché positivi certificati o perché in quarantena in attesa del risultato. In quest’ultimo gruppo si colloca una signora sulla mezza età che, pur rimanendo anonima, desidera raccontare la sua esperienza: «Sono stata in contatto con un positivo, lo scorso 17 dicembre, e appena è giunta la notizia mi sono prontamente messa in quarantena. Il problema è che c’è un solo numero da poter chiamare per prenotare il molecolare e questo è sempre occupato. Di questo passo mezza Modena sarà bloccata a casa per 21 giorni».

La signora ci ha mostrato il registro delle chiamate verso il numero che serve per fissare il tampone di controllo, e i tentativi non andati a buon fine sono esorbitanti: 399.

«Ho provato invano - continua - a contattare i responsabili centinaia di volte, sia telefonicamente che per mail, ma senza mai risposta. Purtroppo il medico di base, a suo dire, può solo prenotare il primo tampone e non quello di controllo. Peraltro aggiungo che la linea telefonica è aperta solamente dalle 8 alle 14 e non c’è la possibilità di mettersi in coda».

A fine chiacchierata, finalmente, la signora ci comunica di aver avuto risposta dall’Ausl, che si è prontamente scusata promettendo anche di risolvere il problema al più presto.

Fatto sta che le criticità sussistono, e a queste la Regione ha risposto parificando il risultato del tampone molecolare a quello del rapido. Proprio grazie a quest’ultimo Francesco, che ha 47 anni e vive in provincia di Modena, ha scoperto di essere positivo: «Non avevo sintomi particolari - racconta - ma dopo il pranzo di Natale ho fatto un antigenico e sono risultato positivo. Ora sono in isolamento. Con la famiglia avevamo programmato un’uscita in giornata, proprio oggi, a Milano. Dispiace averla posticipata, ma bisogna essere responsabili».

E alla domanda su come stanno moglie e figli, risponde che «loro sono risultati negativi, ma nonostante questo prestano particolare attenzione in casa mantenendo distanze e mascherina».

A passare un capodanno nell’incertezza è Sonia, una nonna che è venuta a contatto con un positivo: «Ad essere sincera sono molto tranquilla, perché sono vaccinata. È vero che avrei avuto la booster nei primi giorni di gennaio, ma le due dosi dovrebbero comunque garantire un minimo di copertura per almeno sei mesi. Proprio domani, che è anche il giorno del mio compleanno, ho il tampone, e l’unica cosa che mi preme davvero è riuscire ad operarmi il 18 gennaio».

Sono tanti anche i giovani in quarantena. Camilla Venturini è di Mirandola e ieri ha compiuto 20 anni: «Devo dire che fa effetto passare sia il Capodanno che il compleanno confinata in casa. Il 22 dicembre ho scoperto di essere positiva, ma questa per me è stata una fortuna nella sfortuna poiché ho evitato di passare le festività con i nonni e con persone a rischio. Detto ciò, all’inizio il tutto l’ho vissuto male, non solo perché mi si prospettava davanti un lungo periodo di quarantena, ma anche perché ho messo in una condizione di difficoltà la mia famiglia. Per ora me la sono cavata con un giorno di febbre e un po’ di raffreddore, c’è chi fa più fatica. Poi - continua Venturini - ho capito che la quarantena forzata mi ha portata a riscoprire il valore di certi gesti. Ho notato, infatti, la vicinanza dei miei amici e dei miei affetti più cari che, sia in occasione del mio compleanno sia in occasione delle festività, sono stati davvero molto presenti. In un certo senso ho vissuto la magia del Natale anche da sola in camera, e questo fa piacere».

Ylenia Vandelli è coetanea di Camilla, e pure lei ha il Covid: «Tecnicamente l’ultimo dell’anno avrei dovuto lavorare in un bar, ma purtroppo è saltato tutto. Mia madre è risultata positiva mercoledì 22 dicembre e, dopo esserci messi in quarantena preventiva, anche io e mio padre siamo risultati positivi. Stiamo abbastanza bene, qualche apprensione per un parente in ospedale, stasera a mezzanotte saremo in chiamata con lei. Si cerca di mantenere lo spirito di festa, altrimenti il tempo non passa».

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