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Vignola. Ruba soldi in chiesa, inseguito e arrestato dalla polizia locale

VIGNOLA. È stato inseguito e poi arrestato, il 40enne rumeno che ieri, intorno a mezzogiorno, ha cercato di rubare dei soldi dalla cassetta delle offerte della chiesa plebana di Vignola.

Ad avvistarlo in flagranza di reato è stata la pattuglia della polizia locale dell’Unione Terre di Castelli, nel corso del proprio turno di vigilanza durante il giorno di mercato cittadino del giovedì. Gli agenti stavano camminando nei pressi della chiesa quando hanno notato la presenza di un gruppo di persone senza fissa dimora sostare davanti al sagrato per chiedere l’elemosina.


Per scrupolo, hanno deciso di controllare all’interno della chiesa e in quel momento hanno notato un uomo nell’intento di prelevare il denaro presente in una delle cassette per le offerte. L’uomo si è dato alla fuga non appena ha visto gli agenti in divisa. E così hanno fatto anche gli altri elemosinanti presenti all’esterno.

Dopo un inseguimento di circa seicento metri, a piedi, lungo viale Mazzini, il 40enne è stato fermato e sdraiato a terra, poiché si rifiutava di collaborare. È poi stato condotto ammanettato presso il comando di polizia per l’identificazione.

Considerata l’ora e il giorno di mercato, sono state diverse le persone che hanno assistito alla scena nei pressi della chiesa nel cuore di Vignola. Diverse, dunque, anche le testimonianze.

«Ero venuta al mercato con i miei figli – racconta appunto una testimone del fatto – Quando ho visto gli agenti nell’intento di arrestare un uomo. Ho pensato si trattasse di un furto a uno dei commercianti dei banchi».

Durante gli accertamenti, è emerso che l’uomo di 40 anni era in possesso di un documento rumeno ma non di un codice fiscale italiano. La polizia locale, in casi come questi, cioè di commissione di reato, ha l’obbligo di segnalare la persona con rilievi fotografici e dattiloscopici.

Dopo aver raccolto i dati necessari, gli agenti hanno quindi chiesto l’intervento del Pubblico Ministero di turno perché decidesse per eventuali provvedimenti restrittivi. Vista l’esigua somma di denaro che era riuscito a sottrarre, il magistrato ha deciso di non procedere all’arresto ma a denuncia in stato di libertà. L’uomo è quindi stato rilasciato dopo l’identificazione presso la centrale mentre degli altri che erano con lui non sono rimaste tracce.

E.P.

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