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Carpi. L'addio a Davide, ucciso dalla leucemia ad appena 24 anni

Barani lavorava al McDonald’s. Non è bastato il trapianto di midollo osseo donatogli dalla sorella

Carpi. Dopo tanti messaggi di speranza, che giorno dopo giorno gli amici e i familiari hanno scritto sul parabrezza della sua auto, ieri mattina sulla Renault Clio rossa di Davide Barani, da mesi ferma nel parcheggio del Core di Reggio Emilia, davanti alla finestra della stanza in cui era ricoverato il 24enne, sono apparse le parole che nessuno avrebbe mai voluto leggere. Il messaggio “Sono volato via”, scritto con uno spray azzurro su un lenzuolo bianco, ha annunciato ai tanti amici di Davide che poco prima, alle 6, il cuore del giovane ha smesso di battere, vinto dalla leucemia mieloide acuta che gli era stata diagnosticata il 17 maggio scorso e conto cui ha lottato per poco più di sette mesi, senza arrendersi mai.

Nato e cresciuto a Cavazzoli, Davide Barani si era laureato nell’aprile del 2020, in pieno lockdown, in Marketing e Organizzazione d’impresa, all’Unimore.


Nel frattempo, per non gravare troppo sulla famiglia, mentre completava gli studi aveva cominciato a lavorare a tempo pieno al ristorante McDonald’s di via Copernico, nella zona annonaria di Reggio. Un lavoro che lo gratificava e attraverso il quale si è anche fidanzato con Anna, che oggi lo piange insieme a familiari, amici e colleghi di lavoro. All’interno della catena americana, Davide aveva intrapreso la carriera da manager, prendendo parte a un apposito corso, e poco più di un anno fa era stato trasferito a Carpi, dove aveva subito legato con gli altri dipendenti.

La malattia, che lo ha costretto a lunghe cure, tanti ricoveri in ospedale, duri cicli di chemioterapia, culminati – il 21 ottobre scorso – con il trapianto di midollo osseo, donato dalla sorella minore Alessia, non aveva certo fermato i suoi progetti nè tantomeno spento i suoi sogni di ragazzo di 24 anni.

«Davide non ha mai smesso di lottare e, anche nei suoi ultimi giorni di vita, continuava a fare progetti per il futuro. Ha sempre detto che, se fosse guarito, avrebbe voluto diventare volontario dell’Admo (associazione donatori di midollo osseo), per andare nelle scuole reggiane e sensibilizzare i giovani. Avrebbe anche voluto donare tutti i suoi stipendi degli ultimi mesi al Core, dove sono stati meravigliosi e lo hanno curato con competenza e grande disponibilità».

Mesi in cui familiari, parenti, amici ma anche persone sconosciute, attraverso i messaggi lasciati sulla sua auto in sosta nel parcheggio del Core, gli hanno sempre fatto sentire la loro vicinanza. «Un giorno – ricorda la sorella Alessia – lo ha chiamato persino Sinisa Mihajlovic, allenatore del Bologna, che ha affrontato la stessa malattia. Davide era felice, avrebbe voluto incontrarlo allo stadio. Lo ha chiamato anche Luciano Ligabue per un messaggio di speranza e avrebbe voluto andare al suo concerto».

Davide lascia nel dolore la mamma Lorena Staderi, il papà Giorgio, la sorella Alessia, la fidanzata Anna, che in questi mesi gli è stata accanto ogni singolo giorno, gli amici fraterni Matteo e Manuel, che erano con lui il giorno in cui gli è stata diagnosticata la malattia, e tantissimi amici, con cui ha condiviso gli studi, il lavoro, la passione per lo sport (giocava a calcio a 5 nell’Athletic Futsal Reggio, al Buco del Signore) e tanti momenti di vita insieme.

I funerali di Davide Barani verranno celebrati domani pomeriggio alle 15 nella chiesa di Sant’Anselmo da Lucca, in via Martiri di Cervarolo 49, al Buco del Signore.

Dopo una breve cerimonia religiosa, la sorella Alessia leggerà la lettera che Davide ha scritto per amici e parenti, una sorta di “inno alla vita” che ha pensato durante la malattia, affinché venisse letto al suo funerale, qualora non fosse riuscito a vincere la malattia. La camera ardente è stata allestita alle Onoranze funebri Reverberi, in via Terezin 21 a Reggio Emilia, e sarà visitabile oggi, dalle 8.30 alle 18.30, e domani fino alle 15, quando il feretro verrà trasferito in chiesa. Non voleva fiori al funerale e per chi volesse, come da suo desiderio, sono apprezzate le donazioni al Core.