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Incidenti stradali nel Modenese: nel 2021 un morto a settimana

I dati provinciali dell’Associazione familiari delle vittime: oltre 300 feriti al mese. «Il costo sociale supera i 200 milioni»

Modena. Poco meno di un decesso alla settimana, con 300 feriti al mese e un costo sociale che supera i 200 milioni all’anno. Sono i numeri degli incidenti stradali avvenuti nel 2021 in provincia di Modena e fotografati dall’osservatorio indipendente dell’Associazione italiana familiari vittime della strada.


Numeri molto preoccupanti, anche perché, come spiega il presidente modenese Franco Piacentini, «negli ultimi anni la sicurezza sulle nostre strade era aumentata considerevolmente, tanto che il numero di decessi era calato tangibilmente tra il 2002 e il 2012. Un miglioramento che incoraggiava, e che avrebbe dovuto essere di stimolo per progredire ulteriormente, ma ciò non è avvenuto a dispetto dei proclami degli ultimi anni. Neppure le restrizioni dovute alla pandemia hanno portato cambiamenti significativi».


Tornando ai dati, sono 44 i decessi (in 42 incidenti) registrati nel 2021 sulle strade modenesi dall’osservatorio, mentre 3.500 persone sono rimaste ferite, di cui 150 con postumi da invalidità permanente. «Numeri intollerabili - riprende Piacentini - anche perché questi incidenti comportano costi economici e sociali spropositati e inaccettabili: gli ultimi dati del ministero dicono che ogni decesso ci costa un milione e mezzo, mentre ogni ferito ne costa 42.200, per una spesa sociale che nella nostra provincia supera i 200 milioni. Numeri - aggiunge il presidente - a cui si aggiungono la perdita umana, il dolore dei congiunti, le sofferenze dei feriti e i tragici cambiamenti nella vita delle persone colpite».

Analizzando i dati per categoria, si nota un preoccupante aumento dei decessi tra i motociclisti (11), che rappresentano il 25% del totale, seguiti dai pedoni, ciclisti e automobilisti - per ognuna delle categorie i morti sono stati 9 - confermando Modena come prima provincia in regione per decessi tra gli utenti deboli della strada. L’associazione ritiene quindi che «l’obiettivo a cui si dovrebbe puntare da subito, anziché sperare di dimezzare il numero dei decessi, è quello di zero morti e zero feriti gravi. Troppi - chiude Piacentini - sono gli incidenti che vedono coinvolti gli utenti deboli, così come sono troppi gli incidenti dovuti ad alta velocità, scarsa percezione del rischio e scarso rispetto per la propria ed altrui incolumità in una provincia dove normalmente non si vede una pattuglia della polizia di Stato, della Stradale, dell’Arma o della Finanza ai controlli sulle strade».