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Modena, Il lento declino di viale Storchi «Qui spaccio e microcriminalità» 

Nella storica strada alle porte del centro molti negozi stanno chiudendo. I residenti: «Droga a tutte le ore del giorno»

MODENA Spaccio e microcriminalità a tutte le ore del giorno e della notte sembrano essere purtroppo le caratteristiche principali di viale Storchi nell'era del Covid.

E pensare che fino a non troppi anni fa era una delle vie cittadine adiacenti al centro ricche di attività e negozi più importanti della città.

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«Ora non è proprio più così», affermano piuttosto risentiti la maggior parte dei commercianti che da anni gestiscono le attività in zona, la maggior parte dei quali preferisce fornire la propria testimonianza in modo anonimo addirittura per paura di ritorsioni.



«Abbiamo più volte segnalato il problema all’Amministrazione comunale – afferma il titolare di un servizio – e non sono poche le volte che chiamiamo le Forze dell’ordine per fare controlli, ma purtroppo la situazione non migliora, anzi com l’arrivo del Covid è peggiorata. Uno dopo l’altro stanno chiudendo negozi che erano qui da decenni per lasciare posto al nulla o ai bazar etnici che invece continuano ad aumentare, aperti a tutte le ore del giorno e della notte, mentre indisturbati vendono alcolici anche ai minori e sono punto di rifugio e di ristoro per i numerosi spacciatori che “lavorano” in zona».

A confermare questa testimonianza è anche Wenguang Li, da non molto titolare del Bar Cubana in angolo con Viale Monte Kosica: «Lavorare in questa zona di Modena non è assolutamente facile – dice – quante volte vedo persone che si scambiano droga e soldi anche qui davanti al bar. E non solo la sera, anche in pieno giorno. Poco lontano da qui c’è via Fabbriani, ormai è risaputo che è il centro-spaccio della zona, ma nessuno fa nulla. Io cerco di mantenere una clientela di un certo tipo nel mio bar, per poter lavorare con i residenti, con i commercianti che hanno i loro negozi qui intorno e con la clientela di passaggio, ma talvolta è complesso, devo impormi per far uscire dal locale la gente poco raccomandabile, e, soprattutto quando chiudo il bar alla sera, spesso ho paura».

In effetti, percorrendo viale Storchi dal centro verso via Carlo Zucchi, sono davvero numerose le attività che da entrambi i lati della strada hanno chiuso i battenti lasciando i locali sfitti.

«Del resto ci vuole un bel coraggio ad investire in questa zona – specifica Alessandro Cremaschi, titolare dello storico negozio “Cremaschi Ricambi” – Oltre allo spaccio e alle baby gang che vengono a rifornirsi di alcolici nei negozi etnici, molto diffusa è anche la microcriminalità. Non si contano ormai più i furti di biciclette lasciate in strada o nei garage delle abitazioni come mi raccontano i miei clienti».

Insomma quello che chiedono a gran voce alle istituzioni chi abita o lavora in viale Storchi o chi lo frequenta per vari motivi è che si pensi ad un piano di rigenerazione e di lotta al degrado come è stato già fatto in altre zone della città, perché il quartiere possa tornare attrattivo per chi decide di investire in nuove attività. Ma soprattutto si chiede più sicurezza, attraverso la regolamentazione e il controllo delle attività dei negozietti etnici e si aumentino i pattugliamenti delle Forze dell’ordine. Solo così, secondo i residenti, viale Storchi potrà tornare a essere un piccolo gioiello alle porte del centro storico. Ma la strada sembra in salita.

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