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Modena. Undicimila nuovi positivi: è record Pesano i gravi ritardi nei conteggi

Un adeguamento dei sistemi di Ausl e Regione ha gonfiato il dato delle ultime 24. In isolamento quasi 30mila cittadini

Paola Ducci

Omicron corre sempre più veloce tanto che i dati di ieri indicano 11.667 casi di persone positive al Covid in più, di cui circa 7000 sono asintomatici, raggiungendo così il tetto di quasi 30mila cittadini in quarantena o isolamento tra Modena e provincia. Purtroppo si sono registrati anche tre decessi, due donne di 86 e 95 anni e un uomo di 95, tutti di Modena città. Va comunque specificato che il numero così alto di ieri è stato determinato dal fatto che sono stati comunicati al ministero della Salute anche casi relativi agli ultimi dieci giorni che non erano stati inseriti nel sistema informativo: in sostanza molti tamponi rapidi effettuati negli ultimi dieci giorni non erano stati inseriti nei flussi. Da adesso invece, con l’adeguamento del sistema i dati verranno comunicati sempre aggiornati. Va detto che quei casi non conteggiati non erano relativi a cittadini “dimenticati” da Ausl: erano stati presi in carico dal personale come tutti gli altri.


Restringendo il cerchio alle ultime 24 ore i dati reali indicano 4174 casi di cui 980 nella sola Modena, 406 a Carpi e 333 a Sassuolo. Di questi 3962 hanno eseguito il tampone per presenza di sintomi, 35 sono stati individuati in quanto contatti di casi già noti, 7 tramite screening sierologico, 7 attraverso i test per le categorie più a rischio e 2 sono risultati positivi a test pre-ricovero.

«I casi sono stati tutti presi in carico dal momento in cui abbiamo ricevuto la comunicazione della positività – chiarisce Davide Ferrari, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica Ausl – però abbiamo dovuto attendere che il sistema fosse pienamente operativo per l’inserimento nei flussi regionali e poi nazionali. Da oggi il flusso informativo fornirà solo i dati dei nuovi positivi del giorno e comprenderà sia gli esiti dei molecolari che degli antigenici. Allo stesso modo però – sottolinea Ferrari – l’aumento dei casi fotografa una situazione molto significativa rispetto alla circolazione virale: dobbiamo proteggere noi stessi e i nostri cari adottando atteggiamenti estremamente prudenziali».

L’impegno che l’Ausl ha dovuto affrontare per adeguare il computo di tutti i casi alle nuove tempistiche, ha occupato pesantemente i sanitari, già oberati dall’intensissima mole di lavoro di queste ultime settimane.

«Chiediamo dunque ai cittadini che avessero avuto qualche difficoltà – conclude il direttore – di continuare a portare pazienza e soprattutto di non usare parole e toni aggressivi con i professionisti che effettuano tali operazioni: stiamo lavorando senza sosta per cercare di recuperare nel più breve tempo possibile anche i ritardi che si sono verificati nelle scorse settimane per i tracing e per le procedure di fine quarantena».

E a proposito di quarantena sono ormai quasi 30mila le persone che sono in isolamento in questi giorni, o perché positivi o perché considerati contatti stretti: un numero altissimo che non accenna a scendere, anzi al contrario non potrà che aumentare nei prossimi giorni, visto che il picco di contagi sembra essere atteso per la fine di gennaio.

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