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Modena, test rapidi, è caos, una domenica in coda in mezzo ai positivi

Migliaia di persone hanno preso d’assalto le attività aperte. E al Grandemilia per gestire la fila servono i vigilantes

MODENA. Lunghe file, tanta pazienza e una domanda: chi libererà i liberatori? Da oggi i tamponi eseguiti nelle farmacie aderenti al progetto regionale assumono un valore in più.

Li possono richiedere persone asintomatiche per screening di controllo o per chiudere la quarantena dopo un contatto stretto. Chi effettua i test antigenici rapidi nasali e ottiene esito negativo può uscire dal periodo di isolamento o di quarantena. Il costo è a carico del servizio sanitario. «Ringrazio le farmacie per l’importante ruolo che svolgono sul territorio», il plauso dell’assessore regionale alle Politiche per la Salute Raffaele Donini. Dall’annuncio della Regione alle modalità operative il passo non è immediato. «Attendiamo le indicazioni di Federfarma», il commento da dietro il bancone del Grandemilia.


La farmacia è tra le 33 in città (e 104 in provincia) che aderiscono al progetto regionale sui tamponi rapidi. Inoltre, risulta tra le 12 che ieri erano aperte (di cui 5 di turno) a Modena. Al centro commerciale le tante persone in attesa verso le 13 fanno immaginare code per le promozioni. In realtà, i clienti attendono green pass e tamponi in una lunga fila, anzi… in lunghe file. All’esterno ve ne sono due, pattugliate da altrettanti vigilantes, attivi anche in veste di ausiliari del traffico. Ascoltano le domande di chi sopraggiunge e indicano dove collocarsi a seconda della necessità: ritirare il green pass da una parte, effettuare il tampone dall’altra. Tutti i restanti clienti sono invitati a utilizzare l’ingresso interno. Le prime due postazioni sono dedicate ai servizi tradizionali, ben più estesi dell’acquisto dei medicinali. Alla prima postazione un genitore domanda quando sia possibile realizzare due buchi nei lobi della figlia per gli orecchini. La farmacista al bancone replica serafica che non è la migliore delle giornate e consigliando di ripassare nel pomeriggio per rivolgersi a una collega.

I camici bianchi conoscono pochi momenti di sosta tra le varie postazioni e negli spazi intermedi. C’è chi si presenta assicurando di aver fatto la fila all’esterno e chi viene mandato in un’altra fila. Le persone in attesa indossano mascherine Ffp2, sebbene qualcuno non disdegni la chirurgica. I cerchi sul pavimento per mantenere le distanze appaiono più un consiglio che una norma. Intanto, le code continuano a crescere.

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