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Modena. Autobus, nessun controllo e tanto caos

Da ieri sono obbligatori lasciapassare “rafforzato” e mascherina Ffp2 per salire a bordo dei mezzi, ma mancano le verifiche

MODENA «Il super green pass? Non ci hanno controllato nemmeno i biglietti». Alla stazione delle corriere di Modena gli studenti fanno spallucce di fronte alla nuova restrizione anti-contagio. Da ieri infatti è prevista la certificazione verde “rafforzata” per salire sui mezzi pubblici. La norma impone l’obbligo di avere ricevuto il vaccino o essere guariti dal Covid per accedere a bordo.

Porte chiuse dunque per chi non si è sottoposto alle dosi vaccinali, prediligendo magari i tamponi (molecolari o rapidi). Tutto chiaro? Perfetto, anzi no. Manca infatti la risposta pratica a una domanda elementare: chi controlla? Seta informa che i controlli del green pass (come per i documenti) sono di competenza delle forze dell’ordine.

L’azienda di trasporti anticipa azioni congiunte tra Seta e le forze dell’ordine. Le squadre così formate potranno verificare il rispetto della nuova norma. Si profilano così reti calate a campione per identificare piccoli banchi di potenziali “furbetti”, mentre un mare ben più esteso può navigare indisturbato. I trasgressori possono incorrere in multe comprese tra quattrocento e mille euro. Le forze dell’ordine possono scendere in campo anche per controllare l’utilizzo delle mascherine Ffp2 a bordo, obbligatorie dal dicembre 2021. Il personale Seta può verificare l’obliterazione dei titoli di viaggio.


Intanto, gli autisti continuano a trasportare passeggeri. Sbuffano e vanno avanti. Già da prima della pandemia erano tenuti ad allertare la sala operativa nel caso di problemi, quali bus al limite della capienza e atti vandalici a bordo. Oggi rischiano di non avere garanzie sui titoli di viaggio e soprattutto sul rispetto delle norme anti-contagio. Le regole esistono e sono ripetute anche negli schermi luminosi alle fermate. Il problema è rispettarle: le uscite scambiate per entrate, le mascherine Ffp2 a bordo e le certificazioni verdi “rafforzate” restano di fatto affidate molto spesso alla responsabilità dei singoli. “Insieme per un viaggio più sicuro” è la campagna promossa dalle aziende di trasporto regionali con cui si domanda «la collaborazione di ogni passeggero».

I manifesti alla stazione delle corriere rimangono però sulla carta senza i dovuti controlli. Verso mezzogiorno tre studenti attendono la corriera per Vignola. Due indossano la mascherina (obbligatoria all’aperto) di tipo Ffp2, il terzo no. A nessuno è stato chiesto il green pass rafforzato all’andata. Lo stesso discorso vale per due studenti (entrambi con mascherina Ffp2) in attesa della corriera per Sassuolo e per altrettanti (senza mascherina) alla fermata per Maranello. Il tempo di attraversare il posto di Polizia locale di viale Molza ed ecco nuovi passeggeri salire e scendere dai bus. I verificatori possono controllare i biglietti, non i green pass. Un autista nella direzione opposta al centro si arresta poco dopo la fermata per far entrare una coppia di ritardatari. I due giovani salgono senza nemmeno timbrare il biglietto. Il sospiro dell’autista vale più di mille parole.

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