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Modena. Fine isolamento, assalto alle farmacie «Sblocco pass, rischio tempi lunghi»

Esercizi bombardati di telefonate per prenotare il tampone: «Serve più comunicazione con l’Ausl per processare i dati»

Paola Ducci

L’assalto alle farmacie dopo le nuove disposizioni regionali che autorizzano il tampone antigenico rapido per ottenere l’autorizzazione alla fine dell’isolamento di persone positive c’è stato, ma soprattutto a livello telefonico. I cittadini che da giorni sono “prigionieri” in casa in attesa di essere chiamati dall’Ausl hanno evidentemente preferito chiamare e fissare appuntamenti chiedendo chiarimenti, evitando così di presentarsi direttamente in farmacia. «Per ora stiamo ricevendo tantissime telefonate - conferma la dottoressa Lucia Gasparini della farmacia Santa Chiara di Modena- le persone fissano il tampone per la giornata in cui la quarantena dovrebbe finire. In ogni caso sarà solo nei prossimi giorni che vedremo effettivamente come si procederà con la nuova disposizione». I farmacisti sono però tutti concordi nel sostenere che la nuova attività a cui sono chiamati va ad aumentare in modo sostanziale il carico di lavoro. «In media eseguiamo dai 150 ai 200 tamponi al giorno - specifica Gasparini - faremo il possibile per incrementarne il numero e venire incontro alle esigenze dei cittadini. Dobbiamo però fare i conti anche noi, come nella realtà sanitarie, con la mancanza di personale a causa dell’aumento di colleghi positivi».


Un problema a cui si aggiunge quello della mancanza di comunicazione tra il sistema delle farmacie e Ausl per coordinarsi sullo sblocco dei green pass: «La buona riuscita di questa nuova operazione - fa notare il dottor Alberto Ventura della farmacia Sant’Elena di via Canaletto, una delle poche a Modena a cui si può accedere senza prenotazione - dipenderà molto dal tipo di comunicazione che verrà effettuata dall’Ausl e dall’efficienza dei sistemi informatici centralizzati che dovranno processare i dati che forniremo. Esiste infatti il problema dello sblocco del green pass: in questo momento chi viene in farmacia per effettuare un tampone antigenico di fine isolamento otterrà da parte nostra solo una liberatoria valida 48 ore, e in questo lasso di tempo l’Ausl dovrebbe autorizzare la sospensione del certificato verde, fornendone uno rafforzato con nuova scadenza».

Quello che però temono i farmacisti è un ulteriore aumento di persone positive nei loro esercizi. «Lo ribadiamo - dice Ventura - chi ha sintomi non deve venire in farmacia per alcun motivo, ma deve rivolgersi al proprio medico. Certo, capiamo che l’autovalutazione, febbre a parte, a volte è complessa ed estremamente soggettiva e i medici di medicina generale, se non c’è un quadro clinico importante con la presenza di febbre, tendono a consigliare lo screening in farmacia prima che prescrivere molecolari ai drive, ma questo ci crea grossi problemi con rischio alto di contagio, vista la diffusione di Omicron».

Girando per la città ieri, se nella maggior parte delle farmacie non c’erano code, quelle presenti erano soprattutto fuori dagli esercizi che effettuano tamponi senza prenotazione, dove in attesa del test c’erano principalmente persone non vaccinate che necessitano del green pass per lavorare, o persone asintomatiche che hanno avuto contatti con casi positivi.

In generale tutti piuttosto favorevoli alle nuove disposizioni. E non mancava nemmeno qualche studente universitario o di istituti privati modenesi che per la riammissione in aula, indipendentemente dalla vaccinazione, hanno richiesto un antigenico negativo. «È il requisito di sicurezza richiesto dall’Istituto superiore di Scienza dell’automobile di Modena per la riammissione in classe in presenza - informano Edoardo Dainelli e Riccardo Pozzi - la troviamo una misura giusta che va a tutela della salute di tutti: un test a tappeto su tutta la popolazione scolastica avrebbe probabilmente garantito una minore circolazione del virus nelle scuole favorendone la permanenza in presenza».

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