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Sassuolo. Caro energia, uno tsunami La ceramica si ferma «Non conviene lavorare»

Il presidente Savorani: «Il gas salito del 500% ma tutto è in mano a speculatori» «Riattivare concessioni in Adriatico. Serve Piano nazionale che dia autonomia»

L’EMERGENZA

Gianluca Pedrazzi


«Non è solo un problema di energia. Qui sta impazzendo tutto, frutto della speculazione e di scelte sbagliate dell’Europa e dei governi passati. A febbraio il quadro sarà ancor più chiaro e forse drammatico. Sì, ci sono già diverse ceramiche che hanno deciso di frenare la produzione perché non è più conveniente a questi livelli. C’è chi fa cassa integrazione speciale, chi allunga il ritorno dei dipendenti dalle ferie di fine anno, chi ha anticipato interventi sugli impianti a gennaio per prendere tempo. Ma la situazione sta diventando gravissima. Stiamo rivedendo tutti i prezzi dei listini ma cosa possiamo fare: applicare i rincari sui prodotti e sui clienti? È l’inizio di un processo che coinvolge tutti i settori economici e avrà pesanti ricadute inflattive... Sulle tasche anche della gente».

Giovanni Savorani, presidente di Confindustria Ceramica e titolaredella Gigacer è preoccupato. E di certo non solo per il Covid: «Anche io sono positivo ma ho ben pochi sintomi. In azienda abbiamo 70 dipendenti e 10 sono già contagiati... Tra Covid e caro energie e materie prime c’è un mix che sta zavorrando famiglie e aziende. Va fatto qualcosa per fermare la speculazione. E subito. Come Confindustria Ceramica siamo preoccupatissimi e con i colleghi di Confindustria abbiamo già avuto tre-quattro incontri con ministri. Ma non c’è tempo da perdere. L’economia rischia di fermarsi. E c’è già chi lo sta facendo perché si lavora in perdita. Non si riesce a programmare. Tutto cambia in poche ore, con sbalzi dei prezzi che fanno rabbrividire. Non ti permettono di avere una visione a lungo termine».

Diamo dei dati per fare capire...

«Tutti parlano del gas. Bene: il prezzo medio era di 20-25 centesmi a metro cubo. Siamo arrivati a 180 centesimi in pochi mesi. Dicono sia calato: sì in pochi giorni è tornato a 95... Ma per favore! Aumenti del 500% del gas, lo stesso per l’energia elettrica. Il costo del cartone per gli imballaggi è triplicato».

Di chi la colpa?

«Il Piano Enrgetico Europeo è sbagliato. E governi passati in Italia hanno aggravato la situazione. Ok la transizione ecologica ma ha ragione Prodi quando dice che tra l’Italia e l’altra parte dell’Adriatico c’è un “bicchiere pieno”. E qualcuno dall’altra parte sta succhiando. Quando l’Italia si sveglierà non ci sarà più gas... Occorre riattivare le concessioni. Utilizzare le riserve che l’Italia ha a disposizione. Anni fa il nostro paese aveva una capacità di 20 miliardi di metri cubi di gas. Oggi siamo a 4. È assurdo. Ci stiamo consegnando ai paesi stranieri e agli speculatori. Inquinamento? Si stanno riattivando centrali a carbone quando il gas è ben meno inquinante. C’è un gasdotto nel mare del Nord pronto ma che la Germania ferma. Facciamoci delle domande...».

Come pensate di difendervi?

«Si ragiona sui prezzi dei listini ma cosa facciamo: rincariamo tutto sulle spalle dei consumatori? E chi compra poi? È un circuito vizioso dove l’unica via d’uscita è una politica energetica seria. Dell’Europa e del governo. Non ci sono solo le aziende in difficoltà. Presto le famiglie toccheranno con mano quello che sta accadendo».