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Spilamberto. Rissa e spedizioni punitive dopo la partita di cricket: in dieci saranno processati

SPILAMBERTO. Si ritrovavano con regolarità in un’area verde dove nei fine settimana andava in scena una sfida a cricket. La partita, ora, la finiranno a processo. Sono infatti dieci i rinvii a giudizio per altrettanti “sportivi”, si fa ovviamente per dire, protagonisti di una serie di fattacci che con il cricket hanno davvero poco a che fare. Uno di loro, invece, ha deciso di patteggiare e la sua pena è stata così sospesa dal giudice. Una vicenda che già vi avevano raccontato quando, nello scorso mese di settembre, i protagonisti si presentarono in aula per udienza poi rinviata a causa di un errore di notifica.

Il cricket è lo sport della tradizione cingalese e questi due gruppi di ragazzi, più o meno giovani, si sfidavano spesso tra di loro nel week-end. Appuntamenti amatoriali, quelli classici da dopo lavoro. Una partita finita male, però, ha innescato una serie di eventi approdati in un’aula del tribunale di Modena e culminati, nella giornata di ieri, con i dieci rinvii a giudizio. Le persone coinvolte tutte originarie dello Sri Lanka e ai tempi – ora alcuni sono emigrati – di fatto residenti o domiciliate tra Spilamberto, Castelnuovo e Vignola.


Ma cosa succede sul campo da gioco? La partita di cricket finisce in rissa, i due gruppi si scontrano in modo feroce: c’è chi sostiene fossero anche inebriati da qualche bottiglia di troppo, fatto sta che le mazze da gioco vengono utilizzate in modo non appropriato. Devono persino intervenire le forze dell’ordine per riportare la calma e soprattutto identificare i presenti: si tratta del nutrito gruppetto di giocatori difesi a vario titolo dagli avvocati Enrico Fontana, Roberto Ghini, Thomas Gianello, Alberto Emanuele Boni, Antonella Pannella, Francesca Malagoli, Francesca Antonazzo, Riccardo Caricati, Olga Giorgi, Maria Grazia Sannicola, Maria Cecilia Ferraresi ed Elio Bacchelli.

Due di loro rimangono anche feriti e dovranno fare ricorso alle cure del pronto soccorso dove vengono dimessi con alcuni giorni di prognosi a causa delle botte subite durante la rissa. E proprio quelle ferite scatenano la voglia di rivalsa di uno di loro, che organizza addirittura una spedizione punitiva. Lo fa quando ormai la tensione del post-partita dovrebbe essere svanita da un pezzo. Con alcuni amici va alla ricerca di un 34enne in un’abitazione di Spilamberto. Evidentemente lo considerano tra i responsabili della rissa e vogliono individuarlo a tutti i costi. Nell’irruzione nell’abitazione però si trovano di fronte un altro uomo che viene bloccato e minacciato con un coltello. Stesso trattamento riservato ad una seconda persona, anch’ella immobilizzata e minacciata. Questi due, però, non c’entra nulla: né col cricket, né tanto meno con le botte a suon di mazze. Poi compare il “ricercato” che viene preso a pugni, schiaffi e colpi di bastone anche all’esterno dell’abitazione.

Finita? Neanche per sogno. Il medesimo trattamento verrà riservato pochi giorni dopo ad un altro connazionale, intercettato a Castelnuovo, portato fino a Vignola e lì picchiato a più riprese dal gruppo rivale per poi essere caricato di nuovo in auto e riportato a Castelnuovo.

I due feriti finiranno in ospedale e i carabinieri annoteranno anche quei fatti che porteranno alle imputazioni per sequestro di persona e lesioni personali aggravate. Ora sarà il processo, almeno per dieci di loro, a stabilire quali sono state le responsabilità di questi giocatori sicuramente più attivi nel dopo partita che durante la sfida sportiva.

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