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Carpi. Prescrive un farmaco e la paziente muore Medico condannato per omicidio colposo

Otto mesi per il professionista: dispose un antibiotico influenzale a una sessantenne che fu colpita da choc anafilattico

CARPI. Prescrisse un antibiotico influenzale a una sua paziente di 64 anni, la quale risultò allergica al medicinale e riportò uno choc anafilattico che la portò al decesso.

È stato condannato a otto mesi per omicidio colposo il medico curante che dispose il farmaco influenzale che, secondo le ricostruzioni avvenute durante il procedimento giudiziario, avrebbe portato alla scomparsa della donna pochi minuti dopo averlo assunto.


Al processo, svoltosi con il giudizio abbreviato, si erano costituiti parti civili i familiari della 64enne, rappresentati dall’avvocato Cristian Stove. Il fatto risale al novembre 2017 e il medico è stato condannato ieri mattina, dopo poco più di quattro anni dal giudice Eleonora Pirillo.

«Esprimiamo soddisfazione per l’esito del processo, che ha consegnato ai famigliari la verità all’esito di un percorso completo di indagini e perizia scrupoloso – spiega l’avvocato Stove – Si tratta di un momento in cui non si può certo colmare il vuoto per la tragica prematura scomparsa del congiunto, ma che almeno rende giustizia».

Come detto, il medico di famiglia carpigiano è stato giudicato con il rito abbreviato, condizionato alla perizia.

Il professionista, contattato dalla 64enne, prescrisse un antibiotico antinfluenzale alla donna. Le venne iniettato il medicinale tramite un’iniezione in seguito alla quale, dopo pochi minuti, fu soggetta a uno choc anafilattico e perse la vita.

I famigliari della 64enne si sono costituiti parte civile, rivolgendosi all’avvocato Stove, e hanno presentato immediatamente denuncia, sottolineando come fosse risaputa l’allergia da parte della donna a quello specifico farmaco.

In effetti, come risulta dalla storia clinica della paziente, già in precedenza, qualche anno prima, la 64enne aveva subito uno choc anafilattico proprio per aver assunto quell’antibiotico. Per la donna, in quell’occasione, fu necessario il ricovero e, nonostante la situazione fosse grave si salvò.

Nel corso dell’udienza preliminare davanti al giudice Eleonora Pirillo era stata disposta una perizia, cui era stato condizionato il rito abbreviato, per capire se sussistessero eventuali profili di colpa a carico del medico.

Secondo quanto risulta dalle ricostruzioni e dai numerosi e approfonditi accertamenti, la vittima si sarebbe somministrata il farmaco da sola e poco dopo sarebbe stata colta dallo choc anafilattico che, in questo caso, si è rivelato purtroppo letale.

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