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Modena. Prezzi e bollette alle stelle in tutti i settori, più care anche le mense

I 22 ristoranti Rita (Cirfood) operativi in provincia hanno aumentato i prezzi. Federconsumatori: «Rincari esagerati»

Luca Gardinale

La prima ad accorgersene è la signora Ines, che arrivata alla cassa con l’euro già pronto realizza che per una bottiglietta d’acqua servono altri dieci centesimi. Succede a Baggiovara, e più precisamente al bar-self service Rita di fianco all’ingresso dell’ospedale. Ma a dover tirare fuori il portafogli una seconda volta in questi giorni sono stati tutti i clienti delle mense Cirfood, che attraverso il marchio Rita gestisce 22 ristoranti in tutta la provincia. Una rete che va dai self service degli ospedali (anche al Policlinico e Sassuolo) alle mense più strettamente legate al mondo del lavoro, come quelle di via del Tirassegno e via Portogallo. Così, la più grande rete provinciale di mense aperte al pubblico in provincia ha registrato un aumento dei prezzi nel 2022.


A illustrare i motivi degli adeguamenti è Daniela Fabbi, direttore Comunicazione e Marketing del gruppo cooperativo reggiano: «Abbiamo adeguato i listini prezzi dei ristoranti Rita - spiega - ma si trattava di un listino “fermo” dal 2019, dal momento che nei due anni precedenti non ci sono stati rincari». Per quanto riguarda l’entità degli aumenti, la dirigente Cirfood fa notare che «la forbice è compresa tra il 5 e l’8%, che scende però al 3% per i clienti convenzionati, il 70% del totale». Una decisione nata dal fatto «che anche noi scontiamo le dinamiche legate agli aumenti delle materie prime - riprende Fabbi - i rincari di gas ed elettricità e gli altri costi variabili. Si tratta quindi di una revisione contenuta, nata soprattutto dall’esigenza di mantenere la qualità e la sicurezza del servizio».

Perplessa per gli aumenti l’associazione Federconsumatori Modena: «Anche noi abbiamo ricevuto alcune segnalazioni da clienti Cir e persino da una piccola azienda - spiega il presidente Marzio Govoni - tutti facevano riferimento ad aumenti attorno al 10%, con punte superiori, come nel caso dell’acqua da mezzo litro. Un signore ha documentato un incremento del 18%, anche stante l’improvvisa venuta meno di una convenzione. È un brutto segnale per metodo e merito - incalza l’associazione - Cir nei fatti a Modena è monopolista nel segmento della ristorazione per i lavoratori, e i pur tanti concorrenti sono tutti di piccola o piccolissima taglia». Una condizione che, secondo il presidente, «rende indispensabili comportamenti socialmente responsabili: Cir doveva cercare preventivamente il coinvolgimento dei soggetti interessati, cosa che non ci risulta abbia fatto. Stiamo parlando del reddito di decine di migliaia di lavoratori nella nostra provincia. Nessuno nega la legittimità di un adeguamento dei listini, ma non certo con queste dimensioni: prevediamo che i maggiori costi potranno raggiungere, per operai ed impiegati, i 200-300 euro all’anno».

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