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Bomporto, picchia la madre, la lega per terra e va al bar

Il 52enne è stato ricoverato in casa di cura a Castrocaro, ma è evaso e si è fatto riportare indietro in taxi: ci sarà una perizia

BOMPORTO. Ha percosso la madre e l’ha legata per terra, stretta stretta. Poi se n’è uscito di casa andando a trovare gli amici al bar. Una cosa da fuori di testa, e infatti il caso si risolverà con tutta probabilità con una perizia psichiatrica. Ma è ancor più incredibile ciò che è riuscito a fare in questi giorni: evadere da una struttura di salute mentale e farsi riportare a casa per 150 km in taxi, senza pagare.

È la vicenda che vede protagonista un 52enne di Bomporto, piuttosto corpulento, per il quale ieri in Tribunale è stata disposta una seconda perizia psichiatrica, con richiesta del pm condivisa dalla difesa (rappresentata dall’avvocato Giovanni Lorenzo Vocino) e avallata dal giudice. La prima perizia aveva già evidenziato un parziale vizio di mente, con questa si vuole appurare se l’uomo è in grado di sostenere un processo.


Il fatto risale al 29 gennaio 2021: vivendo ancora con i genitori che si prendevano cura di lui, quel giorno mentre il padre era fuori improvvisamente si scagliò contro la madre: la colpì in maniera molto violenta e la legò a terra in tutto il corpo. Non si sarebbe mai liberata se non fosse rientrato a casa il marito, trasecolando. Per fortuna nonostante le ferite le sue condizioni non risultarono gravi. I carabinieri riuscirono a rintracciare rapidamente il figlio, trovandolo al bar appunto, e arrestandolo. In seguito a una prima valutazione di infermità mentale venne ricoverato in una casa di cura a Modena, per poi essere trasferito in quella di Castrocaro per proseguire la terapia.

Da qui a dicembre il 52enne è riuscito a evadere, prendendo un taxi e riuscendo incredibilmente a convincere chi era alla guida – senza minacce, ma solo raccontando la sua versione vittimistica della storia – a riportarlo a Bomporto gratis. Quando è arrivato a casa per fortuna non ha trovato nessuno dei genitori. Non è però certo passato inosservato ai vicini, che vedendolo hanno subito dato l’allarme ai carabinieri. Che lo hanno quindi preso e riaccompagnato in struttura a Castrocaro, dove a questo punto vigileranno con più attenzione sui suoi comportamenti.

A conferma del quadro mentale complesso nel 52enne, la sua abitudine di scrivere sui muri, in “stile Hannibal”, frasi deliranti contro tutti e contro il mondo che hanno contribuito a creare forte timore sociale nei suoi confronti. Se l’infermità di mente verrà ritenuta totale, non andrà a processo per maltrattamenti, aggravati dal vincolo famigliare. Ma va da sé che il suo futuro lo vedrà stabilmente confinato in una casa di cura.

D.M.

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