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Lama, due “super guardie” mediche per il paese senza un dottore

Accordo tra Ausl e Regione: dal 1° gennaio i professionisti in servizio sostitutivo Come i medici di famiglia hanno accesso al portale con la storia dei pazienti 

LAMA. Dal 1° gennaio Lama Mocogno è formalmente il primo comune della nostra provincia a ritrovarsi nella difficilissima situazione di non avere un medico di famiglia incaricato. Dei tre che c’erano nel 2020, l’ultimo rimasto in servizio era il dottor Guaitoli, che il 31 dicembre è andato in pensione. E com’è stato per chi l’ha preceduto, nessuno ne ha preso il posto.

Il territorio però non è rimasto sguarnito del tutto. Intanto è rimasto un giovane medico specializzando, il dottor Radicchi, a fare servizio doppio sia qui che a Polinago. In una situazione d’emergenza, ha ottenuto una deroga per aprire un ambulatorio nonostante la specializzazione la stia ancora completando. Ma un unico riferimento, peraltro da dividere anche con Polinago, non poteva certo bastare per un comune di 2.600 abitanti. Per questo il sindaco Giovanni Battista Pasini nelle settimane scorse aveva sollevato pubblicamente il caso, scrivendo all’Ausl e alla Regione per trovare una via d’uscita.


Ed eccola la soluzione-ponte: finché non si troveranno due medici che assumono incarico fisso, ci saranno due guardie mediche con “super poteri”. Niente di fantascientifico, per carità: s’intende dire solo che i due dottori in via del tutto eccezionale pur non essendo medici di famiglia avranno accesso al cosiddetto “programma Sole” che consente ai medici di base di avere accesso al fascicolo elettronico dell’assistito per conoscere tutta la sua storia sanitaria, e fare quindi diagnosi alla luce di un percorso, non basandosi su una valutazione istantanea. È un passaggio fondamentale: finora le guardie mediche, che pure venivano a Lama per assicurare il servizio d’emergenza, non potevano accedere a questi dati. Adesso avranno tutti gli strumenti di un medico di famiglia, varcando la barriera che divideva dalla categoria grazie a una modifica al sistema informatico che ha avuto l’ok della Regione: è il primo esperimento di questo genere in provincia. Adesso però bisognerebbe che almeno su arco annuale le guardie mediche in servizio a Lama rimanessero sempre le stesse, così da creare il giusto legame umano con i pazienti.

Essendo in due, chiaramente l’ambulatorio che finora allo spazio Agorà era a disposizione di una sola guardia non basta più: il sindaco è al lavoro per trovarne uno ulteriore. «Conto di reperirlo in tempi brevi – sottolinea – così che entrambe le guardie mediche assegnate a Lama possano avere il loro ambulatorio indipendente come fossero dei medici di famiglia a tutti gli effetti. C’è da risolvere però anche il problema della segreteria. Essendo pensata per un medico solo, ha un orario troppo limitato: 2 ore sono poche, soprattutto per il dialogo con una popolazione che deve ancora imparare a conoscere i suoi medici. Chiederò di portarle almeno a quattro: speriamo di andare a regime entro la fine del mese».

«Chiaramente avremmo preferito che arrivassero due medici di famiglia incaricati – osserva Pasini – ma in attesa che venga coperta la lacuna formativa universitaria, una cosa che richiederà anni, ringrazio sentitamente il direttore del distretto sanitario Serantoni, il direttore generale Ausl Brambilla e la Regione per la convergenza su questa soluzione-ponte in un territorio disagiato come il nostro».

Che a questo punto potrebbe fare da “caso scuola” per risolvere altre situazioni simili.

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