Modena, uno screening contro l’Epatite C: 210mila modenesi convocati per il test

Avviata campagna regionale per i nati tra il 1969 e il 1989 Arriverà una notifica sul fascicolo sanitario per il prelievo

MODENA. Un milione e 300mila abitanti dell’Emilia-Romagna saranno coinvolti nella campagna della Regione per lo screenig contro l’Epatite C. Riguarderà i cittadini nati dal 1969 al 1989, i soggetti seguiti dai Servizi pubblici per le Dipendenze (SerD), indipendentemente dall’anno di nascita e dalla nazionalità, e i detenuti in carcere. Lo screening gratuito servirà ad eliminare ed eradicare il virus dell’Hcv, pronto a partire. Alle Ausl regionali andranno complessivamente 6 milioni di euro, a copertura delle spese da sostenere. I modenesi interessati ai controlli per l’Epatite C saranno circa 210mila. All’Ausl di Modena andranno fondi per 1 milione e 38mila euro. Come stabilito da decreti ministeriali, lo screening - che ha portata nazionale - è rivolto in via sperimentale a tutta la popolazione iscritta all’anagrafe sanitaria (inclusi gli Stranieri temporaneamente presenti - Stp), nata dal 1969 al 1989.

Rientrano nei destinatari dello screening anche le persone seguite dai Servizi pubblici per le Dipendenze (SerD), indipendentemente dall’anno di nascita e dalla nazionalità; e i detenuti in carcere, anche in questo caso indipendentemente dall’anno di nascita e dalla nazionalità.


L’attività di sperimentazione dello screening si dovrà concludere entro il 31 dicembre.

La chiamata, per tutti i cittadini che destinatari dell’iniziativa, avverrà tramite il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) e l’invio di un sms. Nell’invito verrà descritta la modalità di accesso, e precisamente tramite prenotazione della prestazione Hcv Reflex (con prelievo di sangue venoso) attraverso lo sportello Cup, il numero verde Cup, CupWeb/Fse e App per coorte di età, senza bisogno di prescrizione su ricetta e senza pagamento ticket.

La proposta di adesione allo screening potrà avvenire anche in occasione di esami ematici già prescritti per altri motivi, durante l’effettuazione del prelievo. In questo caso è prevista la consegna dell’informativa e del modulo di consenso in formato cartaceo direttamente all’interessato.

Sul campione ematico verrà effettuato un primo esame sierologico, ed eventualmente i successivi approfondimenti necessari. Il cittadino riceverà sul Fse l’esito dello screening se negativo.

I SerD, dal canto loro, continueranno l’attività già in corso per la ricerca di HCV nei soggetti che seguono, di qualunque età siano.

In caso di esito positivo, verrà garantito, da parte del medico SerD, l’invio del paziente a una visita specialistica e il follow up del trattamento. Anche all’interno degli istituti penitenziari proseguirà l’attività di screening per HCV, già in corso, e la presa in carico specialistica per i casi risultati positivi.

«Lo screening degli anticorpi del virus HCV è uno strumento prezioso per individuare le infezioni da epatite C ancora asintomatiche e misconosciute, il cosiddetto “sommerso” – sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini –. Significa, in concreto, aumentare la possibilità di una diagnosi precoce, avviare i pazienti al trattamento per scongiurare le complicazioni di una malattia epatica avanzata, oltre a interrompere la circolazione del virus impedendo nuove infezioni. Invito quindi – conclude l’assessore regionale Donini – tutte le persone che riceveranno la chiamata attiva ad aderire allo screening».

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