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Sassuolo, Baggi, insegnante sospesa E gli studenti si dividono

La prof. Fornari scrive una lettera ai ragazzi: «Studiate, non sono una no vax» Pioggia di reazioni social: tra sostegno e critiche alla docente senza green pass

SASSUOLO. «Care ragazze e cari ragazzi, per un po’ di tempo non ci vedremo. Non potrò più lavorare, mi sarà vietato entrare nella mia scuola, nelle vostre classi perché non possiedo il “super green pass».

Inizia con queste parole la lettera che la professoressa Maddalena Fornari rivolge ai suoi studenti, in procinto di rimanere a casa, sospesa perché senza super green pass.


La decisione è stata adottata dalla dirigente scolastica del “Baggi”, scuola dove insegna la docente, come viene spiegato chiaramente nella lettera.

Dopo il caso dei due assessori No - Vax, fratello e sorella, che si sono dimessi dalla giunta, il tema continua a essere incandescente a Sassuolo.

La prof. Fornari spiega che, pur non possedendo il “super green pass” si è sempre sottoposta a tamponi prima di entrare a scuola.

«La dirigente scolastica è stata obbligata a procedere per adempiere a un recente decreto legge – prosegue la docente nella lettera – Pertanto non ha alcuna responsabilità personale e diretta».

«Immagino già lo stupore innocente nei vostri occhi che in questi mesi ho guardato – continua l’insegnante – provando ogni volta a immaginare i vostri visi liberi da quella triste mascherina che mi priva ormai da troppo tempo della cosa che amo di più del mio lavoro: il sorriso spontaneo e genuino dei miei studenti, gioia vera per il mio cuore. Dovrò quindi, mio malgrado, rinunciare a tutto ciò a causa di un ingiusto e illegittimo provvedimento politico e non certo sanitario, basato sul falso presupposto secondo cui i vaccinati non contagiano».

Fornari prende poi le distanze dai No - Vax, dicendo di essere favorevole al vaccino volontario, ma «sono fermamente contraria a questa finta tutela della nostra sicurezza, che fomenta odio e divisione e silenzia ogni confronto e dibattito onesto e sereno».

La docente invita poi gli studenti a «conservare lo spirito critico» e a ricordare che «la libertà non si salva se non si combatte per essa tutti i giorni».

La preside del “Baggi”, Mariacristina Grazioli, interpellata telefonicamente non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

La lettera, su Facebook, è stata condivisa centinaia di volte e ha scatenato un ventaglio di reazioni opposte fra loro. La prof. parla di numerosi attestati di stima da parte di genitori, studenti, colleghi e amici.

«Solidarietà a lei e a tutti i poliziotti, i carabinieri e a coloro che sono costretti a non lavorare, nonostante la nostra Repubblica sia fondata sul lavoro», le scrive un amico.

Parere contrastante per un’altra utente: «Come non approvo la sua lettera professoressa. La stessa lettera di disappunto avreste potuto scriverla quando delle persone si sono vestiti da Ebrei. Non potevo credere ai miei occhi! Chi si è vaccinato lo ha fatto per la propria salute e per quella dei propri cari, perché in una famiglia così come in una società, tutti i membri sono importanti e insieme possono ottenere qualcosa di buono. Insieme avremmo potuto fare la nostra parte, per limitare i danni agli ospedali e all'economia».

Serena Arbizzi

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