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Ausl Modena giustifica così il mancato rinforzo per i tamponi: «Drive through al PalaPanini? C’erano il circo e le giostre...»

Silvana Borsari, responsabile della campagna vaccinale nel Modenese e direttrice sanitaria dell’Ausl, risponde così a chi ricorda le proteste per le lunghe file in via Minutara per fare il tampone

MODENA. «Il drive through al PalaPanini? Non se ne è fatto più nulla sia perché nell’area c’era il circo e a breve arriveranno le giostre, sia perché faremo meno tamponi».

Parole della dottoressa Silvana Borsari, responsabile della campagna vaccinale nel Modenese nonché direttrice sanitaria dell’Ausl, che nel corso della conferenza settimanale tenuta dal direttore generale Antonio Brambilla ha affrontato anche uno dei casi più spinosi: le code infinite di auto nei drive through modenesi.

Dopo che nel periodo delle feste le colonne di auto avevano raggiunto le centinaia di metri, andando a ostruire il traffico canonico, al momento la situazione sembra essersi stabilizzata. In quei giorni, grazie alla disponibilità dell’amministrazione comunale, si era aperta la possibilità nel capoluogo di sfruttare l’area adiacente al PalaPanini per un secondo drive through, un’idea poi tramontata: «La zona – specifica la dottoressa Borsari – era prima occupata dal circo e poi da metà marzo sarà destinata alle giostre. Abbiamo pensato che fosse meglio ridisegnare l’organizzazione all’interno dell’ex Aeronautica di via Minutara. E inoltre le nuove norme arrivate da governo e Regione ci consentono di abbassare sensibilmente il numero di tamponi».

Così non dovrebbero vedersi più quelle lunghe file di auto con tempi di attesa arrivati anche a otto ore nei giorni di peggior crisi: «Modena, Fiorano, Vignola e Castelfranco erano sicuramente gli hub che più degli altri andavano in difficoltà. E per questo in ognuno dei centri abbiamo cercato di migliorare l’efficienza per consentire ai cittadini di utilizzare il servizio in tempi più brevi».

La dottoressa Borsari ha poi affrontato il tema dei posti letto Covid negli ospedali, che inevitabilmente vanno a influenzare il resto dell’attività, specialmente quella chirurgica: «Come al solito notiamo un aumento dei ricoveri dopo 10/15 giorni dall’aumento dei contagi. Giorno per giorno valutiamo la situazione, ma chiaramente l’attività chirurgica in questo momento è ridotta. Nel breve periodo valuteremo come poter ovviare a questa situazione perché non possiamo comprimere troppo gli interventi chirurgici». E questo resta uno degli aspetti più drammatici dell’epidemia da Covid: l’enorme sacrificio di spazi, professionalità e forze che il virus sottrae alla sanità e agli ospedali.

GIB

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