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Modena. Esuberi alla C.B. Ferrari e stop alla produzione

Le preoccupazioni degli ultimi due anni si sono concretizzate «L’impresa non è mai stata disponibile a trattare»

Il 13 gennaio si è svolto l’incontro tra la direzione aziendale di C.B. Ferrari, la rappresentanza di Api Varese e la Fiom Cgil e la Rsu per comunicare la volontà di fermare la produzione a Modena con la dichiarazione di esubero per 17 addetti in produzione, mantenendo in essere il rapporto di lavoro solo per 7 unità collaterali alla produzione.

La C.B. Ferrari, storica azienda metalmeccanica modenese che produce macchine utensili, ha ridimensionato da tempo lo stabilimento modenese concentrando la produzione sull’altro stabilimento di Mornago in provincia di Varese.


Tutte le preoccupazioni di questi due anni che hanno accompagnato le lavoratrici e i lavoratori della C.B. Ferrari, insieme alla Fiom Cgil, si sono purtroppo concretizzate.

Una brutta, ma non inaspettata notizia della fine annunciata a causa dell’immobilismo della direzione aziendale.

«Negli ultimi anni, infatti, la Fiom Cgil di Modena ha provato a sollecitare la direzione aziendale per trovare soluzioni per la continuità produttiva e occupazionale del sito modenese, ma l’impresa è sempre stata indisponibile e si è sempre dimostrata sorda alle richieste sindacali, mantenendo decisioni unilaterali. L’atteggiamento di chiusura al confronto ha impedito al sindacato di poter dar vita ad un rapporto inclusivo per cercare di risolvere almeno in parte le difficoltà oggettive consapevolmente create dall’impresa. Il prossimo lunedì - 17 gennaio - i lavoratori e le lavoratrici, insieme alla Fiom Cgil, si ritroveranno per decidere le iniziative da mettere in campo. I 17 lavoratori saranno collocati in aspettativa retribuita sino alla fine di gennaio. In attesa dell’avvio formale della procedura di esubero, la Fiom Cgil chiede già da oggi l’intervento delle istituzioni modenesi per risolvere una vertenza che interessa 17 nuclei familiari e per evitare la perdita di un altro pezzo importante della manifattura modenese».

L’azienda venne venduta nel novembre del 2011 dallo storico proprietario, Renato Bianchi, 75enne ex titolare della CB Ferrari, azienda che dal 1966 produce macchine fresatrici di precisione che servono per la produzione di pale per turbine, ed esporta circa il 70 per cento del proprio prodotto.

Nel salutarli proprio Bianchi premiò ogni dipendente con un assegno circolare, una sorta di gratifica per la fiducia e la stima dimostrata negli anni. Tutto questo nel 2011, quando un’altra crisi toccava il mercato. Ma l’approccio fu completamente diverso rispetto allo scenario che i dipendenti sono costretti a vivere oggi.