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Modena. Per un positivo su 20 è la seconda volta con il Covid

E gli ospedali si riorganizzano per garantire gli interventi: «Dalla prossima settimana faremo il 60% delle operazioni»

In provincia di Modena un positivo al Covid su 20 è alla seconda infezione: il 5,6% delle persone attualmente positive, infatti, ha contratto il Coronavirus per la seconda volta. A farlo sapere, nella consueta videoconferenza settimanale sulla situazione in provincia, è stato il direttore generale dell’Ausl Antonio Brambilla.

Per quanto riguarda i ricoveri, invece, ad oggi nei due ospedali cittadini (Policlinico e Baggiovara) sono presenti 194 pazienti con tampone positivo, di cui 163 ricoverati in degenza ordinaria (104 al Policlinico, 59 a Baggiovara), 14 in terapia semintensiva (tutti al Policlinico) e 18 in terapia intensiva (12 al Policlinico, 6 a Baggiovara). Un anno fa i ricoverati erano 257, di cui 194 nei reparti Covid e 63 tra terapia intensiva e semintensiva. Dei 194 pazienti attualmente ricoverati, 131 sono in ospedale per le conseguenze del Covid, mentre i restanti 63 sono stati ricoverati per altre patologie, con riscontro occasionale di tampone positivo.


Ma ieri l’Azienda Ospedaliero-universitaria ha fatto anche il punto sul funzionamento dei due ospedali cittadini in questo difficile momento. «L’attuale impegno delle strutture sanitarie provinciali nella gestione di questa quarta ondata epidemica - fa sapere l’Azienda - ha reso necessario attuare riorganizzazioni delle aree di degenza per dare risposta alle crescenti esigenze di ricovero di pazienti Covid. Per far fronte a queste necessità, a partire dalla seconda metà del mese di dicembre, alla già prevista e fisiologica riduzione legata al periodo natalizio, è stata affiancata una progressiva rimodulazione della programmazione chirurgica continuando a garantire l’attività di emergenza e urgenza, non procrastinabile, oncologica in classe A e trapiantologica».

Nonostante la revisione dell’attività chirurgica, è stato comunque garantito il mantenimento di circa il 40% dell’attività nel periodo compreso tra 25 dicembre e 10 gennaio e, dalla prossima settimana, di circa il 60%.

«In questo momento di picco epidemico - riprende l’Azienda - l’assetto descritto potrà essere protratto per consentire rapide riorganizzazioni delle aree di degenza, ma verrà comunque garantita l’effettuazione di interventi chirurgici prioritari; a tal proposito, la rimodulazione delle sedute operatorie è stata pianificata in modo da offrire spazi adeguati all’esecuzione degli interventi urgenti, oltre alla patologia con codice di priorità A, con particolare attenzione alla patologia oncologica. Questa revisione organizzativa consentirà alle strutture ospedaliere di adeguare in maniera flessibile il numero dei posti letto attivi dedicati a pazienti Covid sia di area medica che di area intensiva, attivando gradualmente nuovi settori sulla base dell’andamento epidemiologico e le conseguenti necessità di ospedalizzazione, in collaborazione con l’Azienda Usl».

La direzione fa quindi sapere che «la specialistica ambulatoriale non ha subito alcuna riduzione, pertanto i percorsi di diagnosi e presa in carico dei pazienti continuano ad essere attivi e garantiti».

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