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Modena. Ruba il cane legato fuori dal supermarket «Mi sembrava triste»

La padrona l’aveva lasciato davanti al negozio per fare spesa Il giovane adesso rischia il processo per “rapina di animale”

Daniele Montanari

Ha rapinato una signora non di soldi o gioielli ma… del cane. Per quanto si tratti di un bellissimo cane di razza Akita (la stessa del film “Hachiko” con Richard Gere), è abbastanza singolare come fatto. Eppure è ciò per cui rischia un processo un giovane che ha decisamente ecceduto con l’iniziativa personale, magari pur mosso da buoni intenti.


Il fatto risale al 2019, e vede protagonista un profugo di etnia mandingo arrivato dallo Zambia e che ha ottenuto lo status di rifugiato politico. Un bel giorno mentre girava per Modena lungo la via Emilia Ovest è rimasto colpito da un bellissimo cane Akita legato a una ringhiera davanti a un supermercato: la padrona, una signora di mezza età, lo aveva lasciato lì per qualche minuto mentre andava a fare la spesa. Forse l’avrà visto triste o pensieroso: fatto sta che il giovane ha pensato bene di liberarlo e di prenderselo dietro per una passeggiata. Per sua sfortuna però un’amica della signora lo ha visto e gli è corsa dietro urlandogli: «Ma che cosa stai facendo?». «L’ho preso solo per fargli fare un giro perché mi sembrava triste» ha risposto candidamente lui. Esterrefatta, l’amica gli ha strappato il guinzaglio e ha riportato il cane verso il supermercato, dove nel frattempo la padrona era uscita dalla spesa e si disperava su dove poteva essere finito il suo adorato cagnone.

Anziché andarsene via e chiuderla lì, il giovane se n’è tornato anche lui al supermercato ed è andato dalla padrona del cane, che ovviamente era imbufalita con lui. Tanto da prendere il cellulare per chiamare la polizia. Ma lui, visto il gesto, le ha tirato un pugno sulla mano per farle cadere il cellulare: non voleva la polizia. Che però è arrivata lo stesso e, sentite le testimonianze, ha ravvisato non solo il reato di furto ma anche quello di rapina per l’atto violento con cui il giovane, facendo cadere il cellulare alla signora, voleva assicurarsi l’impunità.

Ieri in udienza preliminare l’avvocato Mario Marchiò, difensore di fiducia del giovane, ha chiesto per lui una perizia psichiatrica nutrendo dubbi sulla sua capacità d’intendere e volere. A supporto, ha fatto riferimento a certificati medici da cui sarebbe già emerso un quadro mentale problematico nel giovane. Il giudice ha ammesso, incaricando un perito della valutazione.

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