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Soliera. Presero soldi ai clienti Sigilli a 700mila euro

Sequestro ai bancari Alberto Alboresi e Genoveffa Colucciello Nel mirino 4 fratelli. La coppia pensava a un agguato con acido

soliera. Sequestro di oltre 700mila euro ad Alberto Alboresi e la compagna Genoveffa Colucciello, ex dirigenti di banca e coinvolti nell’inchiesta “Perseverance” che vede tra gli indagati i vertici della ’ndrangheta emiliana.

La polizia di Stato ha eseguito giovedì un sequestro preventivo finalizzato alla confisca; quei soldi sono ritenuti essere il profitto del reato di autoriciclaggio a carico di due diventati protagonisti per il piano di sfregiare con acido una donna con l’obiettivo di allontanarla da quattro facoltosi fratelli. “La Bambina”, il soprannome di Colucciello, conosce bene quella famiglia: sa che possono godere di un ottimo tenore di vita e in diverse occasioni – è la tesi dell’accusa – ha movimentato denaro dai loro conti, pur non avendo deleghe e anche dopo aver interrotto il lavoro nella banca di riferimento dei quattro. Movimentazioni quantificate in oltre un milione di euro.


La misura è stata emessa dal gip del tribunale di Reggio su richiesta della Procura. L’analisi dei conti correnti e dei flussi di denaro ha permesso di ricostruire, nel dettaglio, la sottrazione di circa un milione in danno dei fratelli attraverso la creazione di conti correnti falsamente intestatati a loro e a successivi plurimi bonifici a società cosiddette “cartiere”.

L’accreditamento dei bonifici – si apprende da fonti investigative – avveniva, anche, attraverso società già emerse nell’ambito dell’operazione Billions sempre coordinata dalla Procura di Reggio Emilia e che aveva avuto tentacoli fino nel Modenese.

Alboresi, detto “Il Gigante” e l’ex funzionaria di banca Colucciello vennero colpiti da un ordine di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Alberto Ziroldi nel marzo 2021 (quando scattò l’inchiesta Perseverance) su richiesta della Dda. Tra le accuse nei loro confronti c’è anche l’estorsione aggravata dal metodo mafioso: tentarono infatti di ottenere soldi da un uomo residente a Prato chiedendo l’intervento degli ’ndranghetisti e si sospetta che solo il Covid abbia evitato una nuova guerra visto che la presunta vittima aveva poi chiesto la protezione di un’altra famiglia calabrese. Sono inoltre indagati per avere fatto transitare sulle società cartiere, che poi monetizzavano il denaro attraverso prelievi bancomat, il provento del reato originario di distrazione delle liquidità degli anziani coniugi.

Il provvedimento di sequestro del valore di 717mila euro ha portato anche a mettere i sigilli a una villa di Soliera, alcuni terreni di proprietà e conti correnti. La polizia inoltre ha effettuato perquisizioni domiciliari a sei indagati per riciclaggio attraverso le società cartiera.