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Lecce. Sequestrati 60 falsi dipinti dell’artista di Nonantola Mauro Reggiani

Scoperto un traffico in tutta Italia, 23 indagati e perquisizioni anche in provincia: giro d’affari da milioni di euro

LECCE. Il mercato dei falsi delle opere di Mauro Reggiani, morto a Milano nel 1980, a 83 anni, non si è forse mai fermato, da quando l’artista nonantolano, che ha operato nel capoluogo lombardo sin dalla giovane età, è diventato padre dell’astrattismo geometrico in Italia. E ora nella rete dei carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Bari, nell’ambito dell’indagine della Procura di Lecce, sono cadute 23 persone indagate per ricettazione e commercializzazione di 60 opere d’arte false e contraffatte.



Opere vendute in tutta Italia da un’apposita organizzazione, composta da mercanti d’arte, collezionisti e speculatori occasionali, con ramificazioni in diverse città, tra cui Modena. Un mercato che ha interessato le province di Lecce, Napoli, Perugia, Teramo, Cagliari, Milano, Firenze, Roma, Alessandria, Como, Cesena, Ferrara, Brescia, Savona, Padova e La Spezia, dove le opere sono state sequestrate dai carabinieri. Un traffico, quindi, di opere che avrebbe fruttato oltre un milione di euro, considerando che i dipinti del maestro vengono proposte sul mercato a prezzi compresi tra 15 mila e 70 mila euro.



L’inchiesta, secondo quanto comunica l’Ansa, è iniziata nel 2019 dalla segnalazione dell’Associazione per la tutela delle opere di Mauro Reggiani che denunciava un'insolita e continua richiesta di verifica di autentiche di dipinti. Ciò ha permesso di accertare che opere, falsamente attribuite all'artista, venivano immesse sul mercato nazionale grazie alla complicità di gallerie, collezionisti privati e mercanti d'arte, prevalentemente sul web.

In particolare un mercante abruzzese, attraverso una serie di intermediari su tutto il territorio nazionale, avrebbe messo in circolazione le opere false, risultate copie di dipinti autentici, riproduzioni estrapolate dal catalogo generale delle opere di Reggiani, geometricamente identiche ma con colorazioni diverse da quelle originali. Un catalogo generale delle pitture, a cura di Luciano Caramel, che Virgilia, figlia dell’artista realizzò nel 1990, dopo aver raccolto e archiviato il materiale relativo all’attività del genitore. Un grande volume che voleva salvaguardare l’opera di Mauro dai possibili falsari. E già, in quel periodo, Virgilia, che aveva abbandonato la professione di medico, per curare il lavoro del padre, era preoccupata dall’abbondanza di opere contraffatte. Addirittura lamentava che si arriva persino a falsificare “l’autentica” dell’opera originale.

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