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I tempi del Soccorso /  «Ci sono ancora realtà in sofferenza: non va bene Sanitari encomiabili ma serve una svolta»

L’analisi di Antonio Platis e Valentina Castaldini (Forza Italia) «Siamo pronti alla sfida per trovare le migliori soluzioni possibili»

MODENA Antonio Platis e Valentina Castaldini, rispettivamente capogruppo in Provincia e capogruppo in Regione di Forza Italia, analizzano i numeri dell’emergenza. «Prima di commentare – premettono – bisogna partire da un riconoscimento. In questi mesi difficili abbiamo potuto toccare con mano il grande impegno e l’abnegazione dei sanitari impegnati nel contrasto alla pandemia. Uno dei parametri con cui si è sempre valutata la sanità delle regioni è dato dal tempo di intervento per i casi gialli e rossi segnalati al 118. Questo parametro è stato abbassato nel 2020 ai soli codici rossi, fissandolo a 18 minuti nel 75% degli interventi».

Poi parte la riflessione: «Analizzando i dati dei due codici per gli interventi più critici si ottiene una fotografia chiarissima delle difficoltà ad operare in un territorio vasto e complesso come quello della nostra provincia. Sono 17 i comuni la cui media sale sopra questo parametro e, a sorpresa, la maggioranza di questi non è in montagna ma nella Bassa e, perfino, vicino agli ospedali. Ad esempio, non raggiungono l’obbiettivo realtà importanti della pianura vicine al Ramazzini di Carpi o al Santa Maria Bianca di Mirandola come Campogaliano e Novi e come Cavezzo, San Prospero, San Possidonio e Concordia. Così come Bastiglia, Bomporto e Ravarino sono sopra i 18 minuti. Ciò è emblematico e la dice lunga sui tagli effettuati su tutto il versante “nord” della provincia».


L’analisi procede a luci e ombre: «Questi dati – proseguono Castaldini e Platis – ad un occhio attento, non sono in realtà troppo positivi neppure per i grandi centri. Infatti il numero di codici gialli e rossi non evasi nel termine sono significativi: ben 2.365 casi a Modena, 580 a Carpi, 467 a Castelfranco e quasi 400 a Mirandola e Sassuolo. È evidente che ci sono patologie “tempo-dipendenti”, basti pensare agli infarti o agli ictus, per cui è determinate arrivare il prima possibile per riconoscere il problema e prestare le prime cure. Avere oltre 10mila interventi gialli e rossi in tutta la provincia che sforano questo parametro (circa il 23% del totale) deve aprire una riflessione».

La maglia nera per la percentuale di interventi sopra i 18 minuti va alla montagna. Ogni 10 chiamate solo 4 arrivano nei 18 minuti a Lama, Frassinoro, Polinago e Montecreto e solo 3 a Prignano. «Negli anni, bisogna riconoscerlo, si sono ottenuti risultati importanti soprattutto nelle zone appenniniche moltiplicando le piazzole di atterraggio dell’elisoccorso, anche per gli interventi notturni. Su questo tema Forza Italia si è battuto da subito per aumentare i punti di atterraggio e per monitorare la manutenzione e la cura dei comuni convenzionati. Oggi, in tutta la regione, sono ben 270 e per il 60% in montagna».

«Il Covid – continuano i consiglieri – ha ulteriormente messo a nudo le criticità di un sistema sanitario regionale che ha registrato numerosi tagli alla rete ospedaliera e la concentrazione di servizi in poli spesso adiacenti. Il caso Baggiovara – Sassuolo è eclatante. Proprio nel picco pandemico tra febbraio e maggio 2020, l’Ausl ha dovuto attivare ulteriori 50 ambulanze e, ad oggi, ci sono ancora attivi 8 mezzi “straordinari”. È più che mai necessario investire sulla sanità partendo da logiche nuove. Bisogna dare riconoscimenti economici e professionali a chi si impegna e contribuisce a raggiungere gli obbiettivi. Non solo ai dirigenti, ma a tutto il personale che ha dimostrato impegno, preparazione ed attaccamento all’Azienda. L’occasione dei fondi Pnrr deve essere l’avvio di un percorso condiviso con le Commissioni territoriali socio-sanitarie, con i Comuni e le Province, per individuare con prospettiva e lungimiranza le infrastrutture che hanno più bisogno di interventi e maggiori dotazioni tecnologiche. Se è vero che i finanziamenti europei copriranno i costi pluriennali delle infrastrutture, la Regione ha il dovere di convogliare le risorse proprie in una massiccia selezione di nuovo personale per garantire tutte le funzioni. Non sono più scusabili liste d’attesa “eterne” per le visite specialistiche, screening preventivi a singhiozzo od interventi chirurgici rimandati di mesi. È il momento del fare. E come in tutti i momenti di difficoltà che l’Italia ha avuto bisogna mettersi assieme e riprogettare puntando alle migliori soluzioni possibili. Anche quando non sono le più semplici. Noi siamo pronti alla sfida e chi ci governa lo è?».

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