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Retroscena/ Il sindaco di Bomporto si è dimesso Comune commissariato poi le elezioni

Angelo Giovannini: «Chiedo scusa, ma non è un impeto di rabbia. Che ci provino altri, c’è chi si dispiacerà e chi esulterà»

BOLOGNA Una decisione meditata da tempo che si è concretizzata ieri, nel giorno dell’ottavo anno dell’anniversario dell’alluvione, quando Angelo Giovannini ha protocollato le proprie dimissioni da sindaco di Bomporto. Ora partiranno venti giorni in cui l’unico primo cittadino socialista della provincia, eletto nel maggio 2019, potrà eventualmente cambiare idea. Non appare comunque intenzionato a farlo salvo non vi sia un impeto cittadino travolgente. E allora già si prepara l’iter emergenziale che porterà Bomporto ad essere commissariato dalla Prefettura di Modena che scioglierà il Consiglio comunale e nominerà un funzionario in grado di traghettare il paese verso la prima finestra elettorale utile, probabilmente maggio.



Giovannini si è congedato con una lettera: «Non si tratta di un impeto di rabbia ma di una decisione sofferta, a lungo e profondamente meditata; motivazioni di carattere personale, familiare, di salute e più generali mi impediscono ormai di agire adeguatamente nell’interesse dei miei amministrati e non mi lasciano scelta. Ai cittadini di Bomporto, Solara e Sorbara e a quanti mi hanno sostenuto ed aiutato in questa avventura vanno le mie scuse per questo congedo anticipato ma va soprattutto il mio più sincero e accorato ringraziamento. In particolare ringrazio i tanti cittadini che con benevolenza in questi anni hanno compreso il mio impegno e la mia buonafede. Un ringraziamento sincero va alle dipendenti e ai dipendenti comunali che hanno cercato di aiutarmi a risolvere i problemi della gente e a fare un buon servizio alla comunità».

Fin qui le spiegazioni ufficiali che diventano un pochino più ficcanti nel congedo sui social a cui affida un paio di frecciate: “C'è chi si dispiacerà e chi esulterà, per i soliti motivi ideologici oppure per motivi personali legati a dei no ricevuti, che ho dovuto dare nel rispetto delle leggi” e “cedo il posto, magari a qualcuno tra i tanti sempre pronti a insegnare come fare o a dirci che ci teniamo strette le poltrone. Per me non è così. Che si accomodino e ci provino loro”.

Giovannini, giornalista e per diversi anni professionista della comunicazione in Comune a Carpi, ha trovato diverse difficoltà amministrative. I suoi rapporti con parte della maggioranza in quota Pd non erano certo idilliaci e sono precipiati quando auspicò un cartello al collo per identificare i no vax, come non erano buoni quelli con il suo vice sindaco, Ilaria Malavasi con cui ci sono stati diversi scontri di vedute, anche in pubblico. E di fronte ad una situazione precaria, con la spada di Damocle di un accesso della Finanza in municipio per le vicende degli impianti fotovoltaici non ancora collegati alla rete di distribuzione, con la percezione di essere solo nelle complesse decisioni amministrative, con la sensazione che qualcuno si rallegrasse nel vederlo in difficoltà, Giovannini ha scelto di farsi da parte.

Il futuro? Nel centrodestra c’è chi vede un piano per rilanciare Alberto Borghi, ma prima di tutto Bomporto dovrà riprendersi dallo choc di perdere un sindaco in un momento di grande complessità storica.

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