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Mirandola. La badante “angelo” gli prende soldi e case

Aveva ottenuto la fiducia del 60enne per poi raggirarlo. L’avvocato della vittima scopre il raggiro solo per caso

Mirandola. Una storia di maltrattamenti e di tradimento della buona fede da fare accapponare la pelle quella emersa ieri in tribunale nell’ambito dell’udienza preliminare che vede una 46enne rumena e suo marito a rischio processo con un quadro probatorio pesantissimo. Quello che l’avvocato Nicoletta Tietto è riuscita a fare emergere con un anno di indagini difensive, spezzando un incubo iniziato attorno al 2010 in quel di Mirandola.

È la storia di un 60enne divorziato e senza figli, in condizioni di fragilità, che si trovò ad avere bisogno di una badante per gli anziani genitori. Credette di aver trovato una persona di fiducia in N.G., rumena che si offrì per l’incarico conquistandosi con i suoi modi affabili subito piena fiducia. Tanta la confidenza che in breve riuscì a stabilirsi a casa del malcapitato con marito e figli. E vivendo assieme è poi riuscita a suggestionarlo al punto da farsi dare tutti i suoi risparmi e l’abituale pensione: era arrivata a lasciargli solo 50 euro per le sigarette, costringendolo a vivere confinato nella sua camera senza accesso al bagno di casa propria. E a mangiare gli avanzi del giorno prima. La difesa denuncia anche ripetuti casi di percosse.


Tutto subito senza capacità di ribellarsi, in un crescendo incredibile: la donna riuscì anche a farsi intestare la casa del sessantenne e poi, alla morte dei suoi genitori, ad acquisire anche la loro pagando all’altro erede di famiglia soltanto 9mila euro subito recuperati con un giroconto sempre utilizzando le risorse del 60enne. Non paga di questo – stando sempre alle accuse – ha continuato a farsi mantenere, spingendo l’uomo a contrarre debiti con diverse società finanziarie. Che anche oggi, a incubo finito, gli portano via parte della pensione per i rimborsi rateali.

L’avvocato Tietto si è imbattuta nella tremenda storia per un incarico d’ufficio relativo a una guida in stato d’ebbrezza in cui fu sorpreso l’uomo. «All’epoca non riusciva neanche a stare seduto su una sedia per una psoriasi non curata» sottolinea. Il suo esposto nel 2019 è stato raccolto dalla Procura tempestivamente con indagini che hanno portato rumena e consorte davanti a un giudice: ieri l’udienza preliminare è stata rinviata al 3 febbraio per legittimo impedimento, ma ormai siamo al dunque. Senza più una casa e sommerso dai debiti, il 60enne intanto è stato preso in carico dai Servizi sociali, che gli hanno trovato in appoggio un’altra casa nella Bassa.



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