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Pavullo. La comunità piange Savino un alpino dal cuore grande

Si è spento a 76 anni per un male incurabile: è stato anima di mille iniziative e il paese lo ricorda commosso: oggi alle 15 l’ultimo saluto a Monteobizzo



Pavullo. Ha suscitato profonda emozione a Pavullo la notizia, circolata già subito ieri mattina, della scomparsa di Savino Zuccarini, capogruppo degli Alpini. Era l’uomo delle feste e delle lunghe faticate in cucina, ma in realtà era molto di più: era una di quelle rare persone che sanno fare comunità, che gioiscono semplicemente per lo stare insieme, assaporando tutto il valore dell’amicizia.


Malato da tempo di un male incurabile, si è spento all’ospedale di Pavullo a 76 anni. Lascia la figlia Stefania, dipendente comunale in Anagrafe, e il nipote Mattia. E lascia gli Alpini, per cui è sempre stato un punto di riferimento, fino a diventare capogruppo a Pavullo, consigliere nella sezione provinciale di Modena e membro del nucleo di Protezione civile. Oggi alle 15 l’ultimo saluto nella chiesa di Monteobizzo, la “sua” chiesetta, per cui tanto ha fatto nella manutenzione. Dato l’alto afflusso previsto, il salone sul retro è stato allestito con uno schermo da cui poter seguire in diretta la cerimonia.

«Savino è uno di quelli che nel 1977 hanno costruito la nostra sede qui a Pavullo in piazza Battisti – ricorda il segretario Sergio Fiocchi – è stato sempre anima del gruppo, che se è cresciuto così unito è anche per merito suo. Ha pensato a noi fin nei suoi ultimi giorni: giovedì mi ha chiamato perché aveva bisogno di due alpini che andassero a fare servizio di supporto nel centro vaccinale di Pavullo. È sempre stato disponibile con tutti, e sempre in prima linea quando c’era da fare qualcosa, a partire dalle feste in cui si piazzava lì con il suo grembiule e cucinava fino a notte fonda. Lascia un vuoto enorme, ma in qualche modo sarà sempre con noi, indimenticabile». «Il nostro capogruppo Savino è andato avanti: ciao comandante, che la terra ti sia lieve» scrive Bruno Stefani. E poi il dolore di tutta la sezione di Modena.

Ma il cordoglio è di tutta Pavullo, con reazioni su reazioni alla notizia. «La scomparsa di Savino rattrista l’intera comunità: il suo impegno per il nostro paese e nel mondo del volontariato sarà sempre d’esempio per tutti noi» sottolinea il sindaco Davide Venturelli. «Apprendo con profonda tristezza della scomparsa di Savino – commenta il consigliere Daniele Iseppi, che da vicesindaco collaborò con lui su diversi eventi – persona squisita e sempre pronta a dare una mano». Poi il pensiero di don Roberto Montecchi per la parrocchia: «Savino per tutti era l’alpino! Per la nostra parrocchia era il muratore, il cuoco, l’affetto al gnocco fritto, quello attento alla cucina della comunità, quello che si dava cuore per la sua Monteobizzo, che “saliva” (come diceva lui) ogni volta che c’era bisogno, l’uomo dei consigli sussurrati e mai imposti, del sorriso sarcastico ed ironico, della risata sagace e delle belle battute, un uomo coi piedi per terra ma coi sogni grandi. Un uomo generoso e dal sì pronto. Non certo un santo, ma un uomo buono sì». «È sempre difficile salutare le persone che vanno avanti, salutare Savino lo è ancora di più – scrive Filippo Tonelli dell’associazione “Sei di Pavullo se” – ciao alpino, fai buon viaggio». Poi le condoglianze dell’associazione “Insieme per gli altri”, del presidente dell’Aero Club Pavullo Roberto Gianaroli, del Nucleo Paracadutisti e di tante, tante altre persone. Che l’avranno sempre nel cuore.

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