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Formigine. A Corlo c’è il mercato libero: con il baratto si trova di tutto

Un’idea di Matteo Zini che sta raccogliendo tante adesioni e partecipazione Qualche esempio? Dischi di vinile in cambio di una torta, lezioni per un passaggio



FORMIGINE. Matteo aveva un bel po’ di vinili di musica italiana anni 60/70, li ha portati a Maria che li ha apprezzati moltissimo e ha ricambiato con una torta alla panna: del resto, Matteo adora fare colazione tutte le mattine. Una signora ha purtroppo subito un incidente alla schiena e non riesce più a muoversi in autonomia. Cerca qualcuno che possa accompagnarla di tanto in tanto a sbrigare qualche commissione: fare la spesa, pagare le bollette. In cambio, offre lezioni per i bambini. Tante storie si sono intrecciate sul “Mercato libero di Corlo”, nato ormai da un anno su iniziativa del 31enne corlese Matteo Zini e della fidanzata Elodie Bas. Tante belle storie in cui cittadini formiginesi e della provincia in generale (si è arrivati fino all'Appennino o a Nonantola), si sono scambiati aiuti l’un l’altro. Il concetto è quello semplice e primordiale del baratto e il risultato è qualcosa di estremamente speciale, qualcosa a cui non siamo più abituati e che ad una prima occhiata può anche apparire come insolito. Ognuno mette a disposizione quello che possiede: può essere qualcosa di materiale ma anche una competenza, o perfino il tempo, che al giorno d’oggi non basta mai. Scambi di favori insomma. E se Matteo Zini, l’ideatore dell’iniziativa che ha trovato spazio su un gruppo Facebook dove la comunità si mette d’accordo virtualmente, dovesse trovare uno slogan per il progetto, ne è certo, sarebbe questo: «È divertente, non costa niente». Zini racconta la genesi del “Mercato libero di Corlo”: «Il gruppo su Facebook è nato nel dicembre del 2020 ma in realtà l’idea era nata già da tempo, guardando un po’ le dinamiche nella piccola realtà di Corlo, specie all’interno della mia famiglia». Il gruppo funziona proprio come la banca del tempo: «Lo scopo è di ritornare all’essenziale a quello che serve veramente, invece che continuare a sovraprodurre».


Matteo arriva da un’esperienza particolare a Nomadelfia, una comunità immersa nel verde di Grosseto in cui vi è uno stile di vita alternativo: semplificando, non esiste la proprietà e i paesani si aiutano reciprocamente. «Ho trascorso lì una settimana e mi sono convinto ancora di più della mia idea. Poi la mia ragazza, Elodie, mi ha proposto con tutta semplicità di creare un gruppo Facebook».

E così è stato. Sono stati ad oggi numerosi gli scambi tra concittadini che si sono anche allargati alla provincia. Tra quelli più bizzarri e inaspettati Matteo ne ricorda uno: «Dovevo aggiustare uno pneumatico, ho trovato chi mi ha aiutato. E in cambio ho offerto una Corona, la birra». Ed è così che quasi come per magia un servizio di potatura può essere scambiato con un risotto contadino o un taglio di capelli può essere pagato con prodotti naturali per la casa. Richieste di aiuto arrivano anche da chi a causa di un incidente non riesce a muoversi ed ha bisogno di essere accompagnato per le commissioni. Basta un post su Facebook, o il semplice passaparola, e in molti casi si trova qualcuno che porge una mano. «La forma di baratto – conclude Matteo – non è altro, in fondo, che un chiedere aiuto. Tutti quanti noi abbiamo bisogno di aiuto e abbiamo bisogno di non vergognarcene».

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