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Modena, l’azienda Caffè Molinari cambia proprietà. Dopo 200 anni passa ai tedeschi di Tchibo

Vicenda imprenditoriale nata nel 1804 e nome legato anche al bar del centro. Il colosso amburghese fattura 3 miliardi

MODENA. “Einen kaffee, bitte”. La storica azienda Caffè Molinari spa di Modena è stata acquisita dal gruppo tedesco Tchibo, un colosso da 3 miliardi di euro di fatturato. La Caffè Molinari si occupa della lavorazione, torrefazione e commercializzazione del caffè.

L’impresa modenese, fondata oltre due secoli fa e proprietaria anche dello storico e centralissimo bar omonimo, alla richiesta di ulteriori informazioni su questa notizia ha replicato: «L’acquisizione è avvenuta ma per ora su indicazione dell’amministratore delegato non intendiamo rilasciare altre comunicazioni, d’accordo con la casa madre di Amburgo».


Alle preoccupazioni dei dipendenti dell’azienda di via Francia sul recente passaggio di proprietà sarebbero state date comunque risposte tranquillizzanti. Questa è solo l’ultima di una serie di acquisizioni da parte di grandi gruppi industriali e finanziari di torrefazioni italiane. Il made in Italy è diventato attraente anche nel settore del caffè, nel quale Modena ricopre il ruolo di piccola capitale, con tante imprese attive.

La “Ditta Giuseppe Molinari” appare nel 1804 come rivendita di alimentari in via Canalino, gestita dal 18enne Giuseppe, che nel 1822 decide di aprire una salumeria in piazza Grande e inizia poi la commercializzazione all’estero di prodotti tipici modenesi, ad esempio l’Aceto Balsamico, lo zampone, il cotechino: il figlio Giovanni li porta all’esposizione di Philadelphia e Parigi. A partire dal 1880 l’azienda si trasforma nella prestigiosa “Ditta Fratelli Molinari”, fornitrice ufficiale dal 1888 della Real Casa. I discendenti Achille e Geminiano aprono a cavallo del secolo locali e ristoranti in centro. Nel 1911 viene inaugurato il primo Bar Molinari in via Emilia all’angolo con via S.Carlo (che oggi offre anche colazioni, pranzi e aperitivi): dal dopoguerra la famiglia (Giuseppe e i figli Alberto ed Emilio) si concentra sull'attività di torrefazione in via Rismondo, iniziando a costruire quello che diventerà il brand “Caffè Molinari” in Italia e nel mondo. Il genio e l'inventiva di Alberto concepiscono nel 1962 il carrello per la distribuzione delle bevande calde e fredde. Una rivoluzione che consentirà di distribuire caffè caldo nelle principali aziende italiane dell'epoca regalando agli operai un servizio di ristoro, pur non essendo ancora stato riconosciuto il diritto contrattuale di pausa lavorativa. Dopo un primo trasferimento in via Modonella, nel 1972 l’azienda cambia struttura societaria e diviene la Caffè Molinari spa, spostandosi in via Manfredo Fanti, in un edificio dietro la stazione ferroviaria dalla caratteristica colorazione e al posto del quale è stata costruita di recente la Casa della Salute: nel 1992 inizia la vendita di caffè all’estero (oggi coinvolge circa 60 Paesi del mondo), nel 2004 viene pubblicato un libro sui primi due secoli dell’impresa, poco prima della riapertura del bar in centro (con una superficie minore) dopo alcuni anni di chiusura: nel 2008 la Caffè Molinari si sposta infine nei moderni spazi di via Francia, diventando leader nel suo settore specifico.

La Caffè Molinari (associata a Confindustria Emilia Area Centro) ha recentemente ottenuto una certificazione kosher (che indica cioè i cibi conformi alle regole dietetiche prescritte dalla Bibbia e dunque consumati dagli ebrei osservanti ma non solo) e ha allestito spazi in sede per la formazione degli operatori del settore.

Giuseppe Molinari, sesta generazione della famiglia (figlio di Alberto), 59 anni, ingegnere meccanico, fino al 2023 è in carica come presidente della Camera di Commercio di Modena e ha iniziato il suo mandato quinquennale ricoprendo il ruolo di d.g. dell’azienda che porta il suo cognome.