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Predoni dei cimiteri in azione a Sassuolo: «Ancora furti sulle tombe»

Da vasi in terracotta a piccoli coperchi in rame. E poi fiori, lampadine e statuine: i ladri che si aggirano al cimitero paiono essere attratti da qualsiasi tipo di oggetto.

«Non si può stare tranquilli neppure da morti», è il pensiero ricorrente di numerosi cittadini che hanno segnalato di avere notato che negli ultimi tempi sparire oggetti dalle tombe dei propri cari defunti al cimitero nuovo. Una costante purtroppo, di cui in questi giorni si è ricominciato a parlare dopo che alcuni cittadini hanno riferito di essere stati vittime di tali furti: e allora, in decine si sono accodati per riportare la propria simile esperienza.


I predoni sembrano avere colpito nel tempo un numero elevato di famiglie. Tra i tanti, anche Liliana Iaccheri: «Sono andata a fare visita ai miei cari e mi sono accorta che non c’erano più gli angeli di terracotta e ceramica smaltati con in mano gli strumenti musicali che avevo portato». Liliana racconta che gli oggetti in questione erano stati ben fissati alle luci: in pratica chi li ha portati via ha tagliato le corde che li agganciavano. Cosa servirebbe per arginare questi fenomeni? «Secondo me – commenta amareggiata Iaccheri – più civiltà da parte delle persone e maggiore impegno da parte del Comune. Anche telecamere».

Gli episodi sono numerosi. «A me – racconta la signora Giovanna – hanno rubato delle lampadine e anche un piattino in rame».

Che il rame attiri l’attenzione dei predoni non è una novità: «Io avevo portato un vasetto in rame – spiega una donna andata a trovare il marito – e una settimana dopo, quando sono tornata, era sparito».

Numerosi sono coloro che segnalano di aver visto sparire le lampadine. In questi casi l’ipotesi è che protagonisti di questi gesti siano altri cittadini. C’è anche chi ha visto portare via un mazzo di carte da gioco. «Che sia rame o un semplice disegno – così Carla – la questione è che almeno i defunti dovrebbero essere rispettati. Mi rendo conto che non si possano avere occhi ovunque, ma vorrei fare un appello a chi di dovere affinché provi a limitare il fenomeno e a chi invece ruba, chiedo di avere più rispetto».

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