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Modena, processi sempre più lunghi: 1 su 10 è prescritto

Per una causa in collegio 600 giorni. Procure: archiviati 6 fascicoli su 10. Più casi di corruzione, mafia e contributi-truffa

Calano le denunce mentre aumentano le esecuzioni delle pene. In mezzo alla trafila giudiziaria, la ormai cronica lentezza della giustizia che si esprime con tempi lunghi anche al Tribunale di Modena – una causa in collegio richiede quasi 600 giorni (terzultimo in regione) – e un tasso di prescrizione che per i processi comuni raggiunge un caso su dieci e in corte d’appello arriva addirittura a un terzo dei processi (33%). È questa la drammatica cornice dell’attività di giustizia a Modena e in tutto il circondario della Procura Generale (coincidente con la regione) presentata nel corso dell’apertura dell’Anno Giudiziario presso la Corte d’Appello a Bologna. Non è facile fornire un quadro d’insieme su come oggi la giustizia stia vivendo un periodo difficile e non solo per l’emergenza Covid.

Partiamo dai fascicoli aperti nelle Procure, compresa quella di Modena (non sono stati forniti dati locali). Se si parte dai dati elencati dal presidente della Corte d’Appello Oliviero Drigani emerge subito un aumento, anche se contenuto, dei reati contro la pubblica amministrazione: i fascicoli per peculato sono 7 in più, quelli per corruzione addirittura 60 in più e per concussione 2 in meno. Aumentano le indagini per casi le truffe allo Stato o all’Unione Europea tramite indebite percezioni di finanziamenti o contributi: +101. E purtroppo è lo stesso per l’ipotesi di associazione per delinquere di stampo mafioso che oggi in regione conta 5 procedimenti nuovi (24 in tutto). «Il distretto dell'Emilia-Romagna è, a buon titolo, un distretto di mafia», ha commentato il procuratore generale aggiunto Lucia Musti. Una buona notizia: calano gli omicidi volontari: -66. Quella brutta: aumentano gli omicidi colposi: +50. Aumentano anche le inchieste per stalking: +50 e quelle per pornografia illegale e pedopornografia contano 87 nuovi casi. Come dai dati delle Prefetture, anche nelle Procure calano severamente i fascicoli per spaccio di stupefacenti: - 434 (3.088 in tutto). E come previsto aumentano i reati informatici di varia natura: + 208. Per i cosiddetti reati predatori, si segnala un netto calo di casi di usura: -7; l’aumento delle indagini su rapine: +53, e il calo di quelle per estorsione: -36. Un elemento importante sono i furti in abitazione che aumentano lievemente. Il numero delle indagini in corso è di 542. Ma nella relazione si legge anche il dato inquietante che delle 8mila denunce il 90% sono casi contro ignoti. E quindi destinate quasi tutte a finire in nulla. Sono 27 in più i casi di bancarotta fraudolenta, e +11 i casi di reati da inquinamento. Brusco calo di reati nell’edilizia: -160. E dei reati tributari: - 246. Il Codice Rosso continua ad essere al centro delle investigazioni sia per lo stalking che maltrattamenti e altri reati di genere con 25 casi aperti in più (162 in tutto).


E vediamo ora come funzionano i processi. Troppi pochi anche quest’anno i riti alternativi scelti. Per Modena, all’Ufficio del Gup risulta che solo il 5% ha chiesto l’abbreviato, il 5% il patteggiamento. I casi archiviati sono stati il 59%. In sostanza solo 4 inchieste su 10 della Procura meritano di essere approfondite in aula.

Sono peggiorati in modo sensibile i tempi dei processi. Per il vaglio del gip il tempo medio è più di un anno: 378 giorni. Il Collegio di Modena richiede 591 giorni in media contro i 540 del 2019-20, mentre i processi ordinari presso il giudice monocratico da 453 giorni in media sono passati ai 540. Infine la corte d’appello ha una media di 1.020 giorni per un secondo grado. Queste lungaggini estenuanti spiegano quindi i dati delle prescrizioni, un fallimento che per il giudice monocratico raggiunge il 10% dei processi e in corte d’appello addirittura il 33%. Sul versante opposto è in pieno boom la cosiddetta Map (Messa alla prova), il percorso riabilitativo alternativo al processo. Il bilancio di queste lungaggini non è affatto lusinghiero per la giustizia locale e ne sono consapevoli gli stessi giudici quando affermano nella relazione che questa «progressione di tempi produce un danno preoccupante». Infine il dato sule intercettazioni, un argomento che scalda la politica giudiziaria. Nel distretto Emilia-Romagna sono in calo: -0,9%. Sono invece in pieno boom per l’antimafia: la Dda segna +55%, mentre per le Procure il calo medio è di quasi il 10%.