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Modena. Un trapianto di fegato tra positivi al virus A Modena la prima operazione in Italia

Altro risultato di primo piano per lo staff del professor Di Benedetto. Incremento di interventi nonostante il Covid

MODENA La “rete dei trapianti chirurgici” della regione batte il Covid 493 a zero. Sì, 493 come i trapianti eseguiti nel 2021, ben 101 in più rispetto all’anno precedente (erano stati, facile calcolare, 392). Un record frutto, come di consueto, anche del lavoro dei medici del Policlinico di Modena che, dopo aver festeggiato i primi vent’anni d’attività con oltre mille trapianti di fegato, nell’ultimo anno da soli ne hanno eseguiti 109 (di cui 7, il 6,4%, da donatore vivente).

E tra questi interventi, portati a termine dallo staff del professor Fabrizio Di Benedetto, c’è anche un caso particolare che riguarda il fegato. Per la prima volta in Italia, infatti, è stato eseguito un trapianto da donatore positivo al Covid a un’altra persona che era stata a sua volta colpita dal virus. Questa operazione è tecnicamente definita così: «Trapianto da donatore Dcd (morte cardiaca) e positivo al Covid ad un paziente “ricevente” con pregressa infezione da Covid e un grave tumore del fegato».


«Questo grande risultato – ha spiegato il professor Di Benedetto, direttore di Chirurgia oncologica e Chirurgia dei trapianti di fegato del Policlinico – è frutto del grande lavoro non solo della mia equipe ma di tutti i servizi coinvolti nel percorso multidisciplinare dei trapianti dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena. Il mio ringraziamento va alla Regione, alla direzione dell’Aou e Unimore per averci messo nelle migliori condizioni possibili per lavorare. I trapianti, però, non esisterebbero senza i donatori e le loro famiglie: dietro ognuno dei nostri interventi, quindi, c’è una storia di sofferenza e generosità immensa che è sempre da ricordare».

Si diceva dei numeri in costante aumento, in particolare proprio a Modena dove si è passati dai 77 trapianti di fegato nel 2020 (di cui 2 da donatore vivente) ai già citati 109 (di cui 7 da donatore vivente) nel 2021. Dati che attestano l’azienda come primo Centro trapianti fegato in Regione e unico che esegue di routine il trapianto di fegato da vivente.

Sempre a Modena, lo scorso anno, sono stati eseguiti 34 trapianti di rene (di cui 9 da donatore vivente).

Insomma, una vera e propria eccellenza nazionale e internazionale come, durante una conferenza stampa andata in scena in Regione, ha voluto sottolineare Raffaele Donini. Queste le parole dell’assessore alla Sanità all’incontro che ha visto anche la presenza di Gabriela Sangiorgi e Massimo Cardillo, a capo rispettivamente del Centro ragionale e nazionale dei trapianti: «Non parliamo solo di un’eccellenza in ambito territoriale, perché Modena è tra le prime realtà in Italia e ai vertici in Europa – così l’assessore – Nonostante le tante difficoltà legate alla pandemia, in questi ultimi due anni l’attività di donazione e trapianto in Emilia Romagna non si è mai fermata, ma è proseguita assicurando livelli di eccellenza. Lodimostrano i numeri: la rete emiliano-romagnola, già solida e ben organizzata, ha dimostrato grandi capacità di tenuta. Come Regione confermiamo l’impegno per rafforzarla ulteriormente».

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