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Sestola. «Voglio avere giustizia per il mio gatto ucciso»

Venne trafitto da una freccia sparata da una balestra A processo un 69enne: rifiutati mille euro di risarcimento

Sestola. Ucciso da una freccia scoccata da una balestra a distanza ravvicinata che l’ha trapassato dalla spalla alla schiena. Non finito, ma lasciato agonizzante a ritrovare la strada di casa.

È un episodio che fa venire i brividi quello che ha portato a processo un 69enne di Milano, che rischia davvero grosso. La vittima è un gattone siriano di 9 chili che da dieci anni era un membro della famiglia nell’abitazione di campagna di Giovanna Bartoli, a Casine di Sestola. L’accusato aveva preso in affitto per qualche giorno una casa a 70 metri di distanza. Sparito da casa da alcuni giorni, il gatto, chiamato Gollum, ritornò il 20 maggio 2019, trafitto da una freccia piegata a 90 gradi nel contatto con il suolo: era dunque stata sparata da vicino. Giovanna e suo marito, disperati, portarono subito il loro gatto dal veterinario, il compianto Marco Turchi, che riscontrò nell’animale, incurabile, già due gambe in setticemia e dovette procedere con un’iniezione per farlo morire senza più sofferenze.


Giovanna e suo marito decisero di non farla finire lì: andarono dai carabinieri di Sestola, portarono la freccia e sporsero denuncia. Le indagini fecero subito centro: a casa del 69enne i militari appena entrati trovarono sul tavolo una balestra con diverse frecce identiche a quella fatale. Non è chiaro a che cosa servisse l’arma al 69enne, se intendesse usarla per qualche forma di caccia o meno. Sta di fatto che è stato deferito e si è aperto un processo. Il 69enne ha sostanzialmente ammesso le sue responsabilità offrendo a Giovanna mille euro di risarcimento. Ma lei, costituita parte civile tramite l’avvocato Andrea Mugnai di Siena, ha rifiutato volendo andare a sentenza. Ieri in tribunale a Modena sono stati sentiti per l’accusa il maresciallo di Sestola (che ha ripercorso l’indagine) e due amiche della donna, che hanno confermato come lei fosse affezionatissima a Gollum. Era figlio di una gatta randagia che un giorno si presentò a casa sua, e che poi sparì dopo aver dato alla luce cinque gattini. Giovanna li svezzò, e poi decise di tenere sempre con sé Gollum, chiamato così per la sua straordinaria passione per il cibo, per lui un “tesoro” totalizzante come quello del personaggio cinematografico. «Niente mi restituirà un gatto così, ma se possiamo in qualche modo fargli avere giustizia io voglio andare fino in fondo – sottolinea Giovanna – in caso di condanna e di risarcimento, darò tutto a un’associazione che si dedica agli animali».

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