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Modena. Sottopasso Benfra in totale degrado: i rifiuti accumulati ricoprono le scale

Il passaggio sotterraneo ormai è impraticabile per i pedoni. Un’opera incompiuta e in abbandono, rifugio di spacciatori

Modena. Stracci, pasti avariati, bottiglie spaccate, mascherine, escrementi, pezzi di biciclette, una sdraio a pezzi fotografata già anni fa nello stesso posto. Dietro lo scintillante complesso di torri, mall e parcheggi del direzionale tra via Paolo Ferrari e il cavalcavia di via Ciro Menotti, tra un cantiere in stato di abbandono e un parcheggio, si torva il Sottopassaggio Ex Benfra. Doveva essere un punto di raccordo urbanistico per ricucire la città dallo strappo della linea ferroviaria, almeno secondo l’avveniristico progetto comunale Fascia Nord. Ma oggi quella galleria a gradini è lo specchio di un inferno per chi ci vive, tra emarginazione e spaccio, e per chi ci deve passare. Tanto è vero che i pedoni preferiscono fare a piedi la ciclabile, più pulita e sicura.

I due punti di passaggio a piedi assomigliano a dei tempietti greci a base rotonda. Uno stile neoclassico a basso costo con cemento e lamiera antipioggia che da lontano fa il suo effetto: ricorda una città curata. In realtà appena ci si avvicina si sente un senso di precarietà. I “tempietti” appaiono incompleti rispetto alla pista ciclabile. I gradini conducono su due pianerottoli a semiluna con ringhiere e oggi sono riempiti di rifiuti e stracci di ogni genere. Da entrambi i lati del passaggio. Sia da quello accanto al parcheggio dei grattacieli al lato di uno dei cavalcavia più frequentati della città. Sia dal lato opposto, in via Luciano Manara, in un prato che dà dietro al complesso di case dalla parte opposta del ponte.

Siamo di fronte alla Maserati e alle ex Fonderie in quella che dovrebbe essere una zona urbanisticamente all’avanguardia e invece è uno dei tanti posti in degrado lungo la ferrovia. In quei due ingressi a tempietto circolare ci finiscono tanti tossicodipendenti. Soprattutto nella parte di via Manara, i frequentatori del prato sostengono che spesso in quella zona e sotto il cavalcavia si danno appuntamento spacciatori e eroinomani o ragazzi modenesi in cerca di “fumo”. I pusher sono giovani e aggressivi. Alzano la voce e minacciano solo se succede di incrociare il loro sguardo. Spesso si trovano davanti all’ingresso del sottopassaggio dove consumano un pasto abbandonando i rifiuti. Spesso gettandoli direttamente dalla ringhiera sulla scalinata interna. Che infatti è diventata una discarica di indifferenziata e di umido.

Con mucchi di pattume sedimentati da mesi e mesi. A volte queste presenze invisibili di giorno si trovano alla sera davanti all’ingresso oppure alla vicina cabina dell’Enel dove si trovano infatti i resti di bottiglie di birra e di alcolici. Tra i rifiuti si notano molti pezzi di biciclette. Anche tanti abiti logori e mascherine. «Qui ogni tanto passano i vigili in pattuglia - spiega un residente di via Manara che porta in giro il cane – ma gli spacciatori spariscono appena vedono le divise. Così non cambia niente. Se la prendono anche coi passanti: urlano e offendono. Anche con me, ma appena vedono il cane scappano». «Quel pattume è lì da chissà quanto tempo», aggiunte una residente della zona. In effetti, sembra che sia abbandonato da mesi ma che abbia solo sostituito lo strato che c’era sotto. Da quanto tempo va avanti così? «Il sottopasso consentirà a pedoni e ciclisti di superare in sicurezza la linea ferroviaria Milano-Bologna in modo più agevole rispetto al cavalcavia di Ciro Menotti». Così si legge nella presentazione del Comune. Le rampe, poi, sono state progettate per essere «lasciate il più possibile aperte in modo da ridurre al minimo la percezione di spazio chiuso». In realtà, oggi, così buie e riempite di pattume, rifiuti e escrementi hanno un’aria estremamente soffocante. Ma di senso di sicurezza quel punto ne offre ben poco. Mentre è certo che i lavori sono rimasti ancora al grezzo.