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Montese. Uccise sua moglie ma non è perseguibile: «Infermità mentale»

Montese. «Totale incapacità d’intendere e volere». È ciò che ha decretato la perizia psichiatrica effettuata su Grazio Lancellotti, il 71enne che il 18 novembre scorso uccise a coltellate la moglie 67enne Anna Bernardi nella loro casa a Salto di Montese.

Un omicidio che da subito è sembrato maturato in un contesto di grandissima prostrazione mentale: l’uomo, reo confesso, da anni assisteva la moglie in tutto dopo che era stata colpita da un malessere (probabile depressione) che non la portava praticamente più a uscire di casa. Poi anche lui è stato colpito da una forma di disagio mentale: è emerso che aveva subito un ricovero qualche giorno prima per questa ragione, e che era sottoposto a una cura farmacologica. Il disagio si è manifestato evidente anche nella sua folle giustificazione dell’atto: «Ho ucciso mia moglie perché russava troppo» disse in evidente stato confusionale.


Ieri davanti al gup sono stati letti gli esiti della perizia chiesta dal pm Bombana in accordo con la difesa, rappresentata dall’avvocato Monica Reggiani, che non lasciano margini d’incertezza. Il giudice a questo punto ne prenderà atto disponendo con tutta probabilità il proscioglimento dall’accusa di omicidio aggravato. E poi la scarcerazione e il ricovero permanente in un centro di salute mentale per le terapie necessarie. Attualmente Lancellotti si trova nella sezione medica del carcere a Parma. Che però non può dargli l’assistenza di un centro specializzato.