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Serra. Un ponte nuovo chiuso da 20 anni: i residenti esasperati scrivono al prefetto

Serve per sostituire in via Pradello una pericolosa passerella: «Noi abbiamo fatto la nostra parte, il Comune invece no»

Serramazzoni. L’incendio di sabato notte ha riportato prepotentemente alla ribalta il caso del ponte “fantasma” di Serra. Ovvero, quello che a lato dell’Estense conduce alla borgata di via Pradello attraversando il torrente Tiepido.

Due ponti in realtà: uno vecchio che in realtà è una passerella metallica posta in un punto pericolosissimo, e uno nuovo che da vent’anni attende l’apertura in un punto che offre una visuale molto più ampia, e quindi sicura. Per andare a spegnere l’incendio della canna fumaria, i vigili del fuoco con ampio dispiego di mezzi (Pavullo, Sassuolo e Modena) sono dovuti passare sulla stretta passerella con non poche difficoltà. Per fortuna è andato tutto bene, ma si può lasciare questo stato di cose? Al di là del rischio nel passaggio di mezzi pesanti (una settimana fa anche un carro attrezzi è andato in difficoltà) c’è quello strettamente viario: per entrare e uscire della stretta passerella i residenti (nove famiglie) sono costretti a manovre molto pericolose che già hanno causato incidenti, per fortuna non gravi.


Con la consapevolezza di questo pericolo, i residenti, riuniti in un consorzio, costruirono tra il 2002 e il 2003 il nuovo ponte poco più a valle come opera privata autorizzata dal Comune. Ma fatto il collaudo, nel 2004 ci si accorse che non si poteva decretare il fine lavori senza autorizzazione degli enti superiori. E qui si bloccò tutto, in quello che divenne un altro intricato caso urbanistico a Serra. Dopo anni e anni di stallo, l'unica soluzione percorribile è risultato il pagamento di una sanzione, il saldo da parte dei privati all'impresa e la presa in carico dell'opera da parte del Comune quale bene di utilità pubblica. Procedendo quindi alle richieste ad Anas e al demanio per metterlo in funzione.

I residenti la loro parte l’hanno fatta, arrivando a pagare 35mila euro. Ma dal Comune, nonostante decine di telefonate ed email, la bozza di accordo che gli uffici dovevano inviare entro il 10 luglio 2021, mettendo nero su bianco gli impegni, non è mai arrivata. Ma adesso la pazienza è finita: il 27 dicembre i residenti hanno scritto al prefetto chiedendo un suo intervento risolutore denunciando la situazione di inadempienza del Comune, che oltre agli atti (la conclusione della pratica) deve corrispondere 30mila euro. «Il Comune sta omettendo delle risposte e a causa di questo comportamento rischiamo la vita ogni giorno, e non si tratta di un’esagerazione – scrivono – abbiamo dovuto inseguire fisicamente il sindaco per potergli parlare, perché non si è mai fattivamente interessato alla vicenda, nonostante la sua gravità. L’intera giunta e l’ufficio tecnico devono sentirsi responsabili se dovesse capitare un incidente dalle gravi conseguenze».

La Prefettura il 19 gennaio ha subito dato riscontro ai cittadini inviando un sollecito al Comune. Che, ricevutolo, il 22 ha finalmente ricontattato il comitato per fissare un incontro. Sarà la volta buona? «Lo speriamo, altrimenti ci rivolgeremo a un avvocato: siamo pronti ad avviare una causa, perché davvero non ne possiamo più – dicono chiaramente i residenti – c’è stato un disinteresse pazzesco per questa situazione. E ormai siamo a un punto di non ritorno».