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Medolla, il convegno: cispadana e università, la Bassa modenese che verrà

Il piano di Cattoni (ad Autobrennero): «Pronti a investire, è la nostra priorità per sostenere questo distretto produttivo»

MEDOLLA. Dice bene il prof. Giulio Santagata, consigliere di Nomisma, quando gli dà la parola: «Grazie per essere venuto nella tana del lupo, ma si vede che è molto sicuro se ha scelto di entrare». L’interlocutore è Diego Cattoni, amministratore delegato di Autobrennero spa, la società che da anni tiene in mano il pallino della realizzazione di Cispadana e bretella Campogalliano-Sassuolo.

Al convegno organizzato al teatro Facchini di Medolla e che ha visto tracciare gli scenari di sviluppo futuro dell’Area Nord, il manager di Autobrennero arriva con un piano ben definito nella testa e nel portafogli. È infatti pressoché convinto di avere in pugno il rinnovo della concessione dell’A22 attraverso la formula del partenariato pubblico-privato, elemento che a caduta sbloccherà terza corsia dell’Autobrennero, autostrada Cispadana e bretella. «Siamo pronti a presentare un piano di investimento da 6 miliardi – spiega Cattoni – per ottenere la concessione. All’interno di questo quadro abbiamo previsto di capitalizzare ulteriormente la società Arc al fine di rendere bancabile il progetto Cispadana, raggiungendo un piano economico e finanziario di equilibrio». Avere una solidità finanziaria consentirà poi l’attivazione della Conferenza dei servizi, altro passo fondamentale per arrivare all’accantieramento di un opera “indispensabile” ha ribadito il sottosegretario della Regione, Davide Baruffi.


Ma Cattoni va anche oltre nel proiettarsi nel futuro. «Abbiamo messo Cispadana e bretella in priorità-1, ciò significa che noi abbiamo volontà e determinazione nel realizzare le due opere fin da subito, senza attendere oltre. Nelle nostre analisi vediamo che se ci sono i collegamenti Nord-Sud, mancano quelli Est-Ovest e che dal distretto economico che verrà attraversato dalla Cispadana occorrono almeno 25-30 chilometri per raggiungere un’autostrada. Noi invece vogliamo dare sostegno ad un mondo che garantisce l’eccellenza del Made in Italy».

Nella sua riflessione l’amministratore delegato di Autobrennero non presenta un cronoprogramma, ma i tempi sono inevitabilmente ristretti: la presentazione del piano di investimenti da 6 miliardi sarà presentato allo Stato tra pochi giorni e da lì si snoderà tutto l’iter burocratico. Stando ai più ottimisti si può presumere un primo accantieramento ad inizio 2024.

Ma sempre sull’asse Modena-Verona-Trento corre anche il nuovo progetto universitario che oggi si declina come corso di laurea in ingegneria dei sistemi medici e che in futuro potrebbe portare anche una sede universitaria a Mirandola, nel cuore del biomedicale. La convergenza sul progetto è pressoché unanime: l’Università ha già detto che ci sta per dare sostanza anche al tecnopolo “Veronesi”, la Fondazione Cassa Risparmio sarà un solido alleato, le multinazionali fiutano l’opportunità e la politica non vede l’ora di rilanciare un territorio dove “vivere deve essere anche bello”, parafrasando il presidente dell’Unione, Alberto Calciolari.